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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 81
13/02/2026
Pomodoro da industria, i produttori chiedono regole chiare

Si è riunito a Parma venerdì 6 febbraio il coordinamento pomodoro da industria del Nord Italia di Confagricoltura, con la partecipazione dei referenti territoriali delle principali province produttrici. Al centro del confronto, la pianificazione della prossima campagna e le criticità che stanno emergendo in una fase ancora priva di certezze sull’accordo quadro.

Era presente anche la rappresentanza alessandrina, principale provincia del Piemonte per la coltivazione del pomodoro, con oltre 3.500 ettari (dato 2025).

Durante la riunione è stata presa in esame la prima proposta dei rappresentanti dell’industria di trasformazione del pomodoro. Proposta che, nella sua forma attuale, non soddisfa i produttori. La principale criticità è la tabella di qualità, che dovrebbe definire lo standard qualitativo del prodotto raccolto, destinato alla lavorazione da parte dell’industria.

I produttori hanno ribadito con forza che la tabella è stata modificata solo lo scorso anno su indicazione della parte agricola, proprio per migliorarne chiarezza, trasparenza e oggettività e che non vi è alcuna disponibilità a rimetterla nuovamente in discussione.

La parte agricola evidenzia come la tabella debba costituire un parametro oggettivo e stabile, a tutela del lavoro degli agricoltori, i cui parametri devono essere “sganciati” da un dato quantitativo, difficilmente prevedibile prima della conclusione della campagna.

Lo dimostra il fatto che, negli ultimi anni si è registrato un aumento della superficie agricola utilizzata per la coltivazione del pomodoro da industria, ma a fronte di una resa in calo.

A livello di distretto Nord Ovest (principalmente le provincie di Alessandria, Parma, Piacenza, Ferrara, Mantova) si è passati da circa 38 mila ettari nel 2021 a 45 mila ettari nel 2025, ma con una produzione passata da 3 milioni di tonnellate (dato 2021) a 2,4 milioni (nel 2024, ultimo dato disponibile).

In Piemonte si è registrata una crescita nelle superfici coltivate pari al +8%. Nell’alessandrino, dove si concentra circa il 90% della produzione regionale, la superficie coltivata è di 3.512 ettari. Tuttavia, ha subito cali di resa pari circa al 13% (fonte Confagricoltura Piemonte).  

La diminuzione di produttività è imputabile anche ai cambiamenti climatici in atto e alla presenza di fitopatologie, non prevedibili al momento del trapianto.

Al termine della riunione a Parma, l’intergruppo ha ribadito che per giungere alla definizione dell’accordo quadro restano inderogabili il rispetto delle regole comuni e una pianificazione rigorosa.

13/02/2026
PAC, anche la Corte dei Conti europea esprime perplessità

Il parere della Corte dei Conti europea relativo al budget e all’impalcatura della nuova Pac evidenzia le stesse perplessità già espresse da Confagricoltura: la complessità della prossima programmazione rischia di creare incertezza, ritardare l'erogazione dei fondi e compromettere l'obiettivo di semplificazione. Di fatto significa non raggiungere gli obiettivi stessi della politica agricola comune.

La struttura del Fondo Unico, inoltre, minaccia l’ordinata programmazione degli interventi, così come l’affidamento agli Stati membri della possibilità di finanziare la Pac mette a rischio l’omogeneità e lo spirito comune della politica agricola. Il fatto che i governi possano decidere di destinare o meno, al di fuori della “riserva agricola garantita” una consistente quota di risorse al settore primario o ad altri àmbiti - sottolinea Confagricoltura - crea una conseguente potenziale disparità nella capacità competitiva delle imprese agricole nell’ambito stesso dell’Ue.

È invece indispensabile che si garantisca una politica agricola adeguata alle sfide a cui gli agricoltori sono chiamati. Non è un caso – aggiunge Palazzo della Valle – che anche la Corte dei Conti abbia oggi evidenziato che la maggiore flessibilità per i Paesi nella gestione delle risorse “non dovrebbe compromettere gli obiettivi comuni della Pac, ad iniziare da un reddito equo per gli agricoltori, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente.

Confagricoltura auspica quindi che il parere porti i colegislatori a riflettere su queste preoccupazioni messe in luce anche dalla Corte dei Conti europea e ad adattare la proposta della Commissione recependo i suggerimenti necessari a contrastare i rischi enunciati.

13/02/2026
Dal Tavolo vino nasce la campagna Vigneto Italia

Nel corso del Tavolo di filiera vitivinicolo al Masaf, lo scorso 2 febbraio, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni agricole Confagricoltura, Cia Agricoltori, Coldiretti, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Legacoop agroalimentare, Agci, Assoenologi, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc e Fivi, oltre ai vertici di Ismea, il ministro Francesco Lollobrigida ha annunciato una nuova campagna istituzionale di promozione del Vigneto Italia. Il progetto punta a promuovere il vino come simbolo di cultura, identità e responsabilità attraverso due spot: un racconto istituzionale che celebra il valore della vigna e della storia enologica nazionale, e un video emozionale focalizzato sul patrimonio intergenerazionale del settore. L’obiettivo dichiarato è “la costruzione di una cultura del consumo consapevole e rispettoso, trovando un alleato strategico nel riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco, dove il vino rappresenta un caposaldo della convivialità”. Si pensa anche ad una comunicazione per rafforzare l’export.

In un comunicato congiunto, le sigle del comparto riconoscono nel progetto del Ministero un passo importante a sostegno del comparto. La campagna non si limita infatti alla promozione commerciale, ma si pone l’obiettivo di raccontare il vino come caposaldo della cultura italiana, valorizzando il legame indissolubile tra prodotto, paesaggio e tradizioni millenarie.

Per il Tavolo di Filiera Vino, l’iniziativa del Governo rappresenta una risposta tempestiva e coordinata alle richieste avanzate in occasione dell’incontro di Palazzo Chigi lo scorso 4 agosto.

Le associazioni confermano la volontà di proseguire questo percorso corale, assicurando il massimo supporto tecnico e d’esperienza per rendere la strategia comunicativa uno strumento di crescita e di tutela per tutte le realtà che compongono il sistema vitivinicolo nazionale.

In attesa dell’approvazione definitiva del cosiddetto “Pacchetto Vino” da parte dell’Unione Europea e ai successivi regolamenti nazionali che ne seguiranno, il Tavolo ha affrontato temi a breve termine, come la velocizzazione delle procedure per l’anticipo dei bandi Ocm e la presenza italiana alle grandi fiere internazionali.

È stata inoltre raggiunta una sintesi unitaria sulla regolamentazione dei vini dealcolati, superando le divergenze tecniche che avevano caratterizzato i mesi precedenti.

13/02/2026
Crisi del latte, servono azioni concrete. Il 23 febbraio convocato il Tavolo regionale

La sfavorevole congiuntura nel mercato del latte non accenna ad attenuarsi: il calo dei prezzi è strettamente legato alla sovrapproduzione che riguarda non solo l’Italia, ma anche molti altri Paesi, come Francia e Germania, da cui continuano ad arrivare ingenti quantità di latte. A questa criticità si aggiungono la contrazione dei consumi dei prodotti trasformati e le tensioni commerciali internazionali.

Di fronte a questo quadro, secondo Confagricoltura Piemonte, sono da accogliere positivamente gli interventi proposti dal ministro Francesco Lollobrigida nella recente riunione del Consiglio di Agrifish. L’Italia, con il sostegno di Romania e Slovacchia, ha chiesto l’attivazione di un Piano straordinario europeo a beneficio del comparto, attraverso compensazioni per quegli allevatori che decidano volontariamente di ridurre i volumi produttivi, sostegno finanziario e una moratoria sul debito per garantire la stabilità delle imprese più esposte.

Richieste anche iniziative promozionali straordinarie per la valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari e dei formaggi DOP e IGP, interventi che si andrebbero ad aggiungere a quelli nazionali, quale ad esempio “latte nelle scuole”, tutti finalizzati a incrementare i consumi interni ed esteri.

Tuttavia, vista la tendenza a peggiorare della situazione, occorrono azioni più concrete che Confagricoltura Piemonte ha intenzione di caldeggiare al tavolo di concertazione, più volte sollecitato all’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni e convocato per lunedì 23 febbraio, a Torino.

(Confagricoltura Piemonte)

13/02/2026
I bandi regionali aperti

Impianto di arboricoltura a ciclo medio-lungo con specie tartufigene su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 25/02

L'intervento sostiene la realizzazione di impianti per la produzione sotto rete anti insetto e altri tipi di investimenti finalizzati alla prevenzione dei danni da fitopatie o da organismi nocivi di nuova introduzione notificati da parte dello Stato Membro ai sensi del regolamento UE 2016/203.

Il presente bando è riservato a:

- Imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’art. 2135 del codice civile con l’esclusione degli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura;

- Enti pubblici.

L’aliquota di sostegno è pari all'80% (100% se il beneficiario è un Ente pubblico) delle spese sostenute, sotto forma di contributo in conto capitale.

La spesa minima ammissibile è pari a € 1.000,00, la spesa massima ammissibile è pari a € 150.000,00.

Impianto di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 25/02

Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo, costituiti da almeno 3 specie di latifoglie arboree, delle quali almeno due utilizzate come “piante principali” e almeno una come “accessoria”.

L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:

a) 100% per gli Enti pubblici o di diritto pubblico

b) 80% per gli imprenditori agricoli e gli altri soggetti privati

L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura.

Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

Impianto di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 25/02

Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) costituiti da almeno due cloni di pioppo, di cui almeno uno “a maggior sostenibilità ambientale” (cloni MSA). E’ obbligatorio l’uso di almeno il 20% di cloni MSA sul totale delle pioppelle impiegate.

L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:

a) 80% se si verifica una delle due seguenti condizioni:

- possesso di certificazione per la Gestione Sostenibile delle Foreste (FSC o PEFC);

- impianti con miscuglio clonale E almeno il 50% di piante di cloni MSA sul totale delle piante di cloni di pioppo messe a dimora;

 b) 60% in tutti gli altri casi.

L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura.

Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

 Impianto di imboschimento naturaliforme su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 25/02

Investimenti per ridurre le emissioni (SRD02_A) - Scadenza 27/02

L'intervento sostiene le imprese agricole nel ridurre l’emissione di gas climalteranti (metano e protossido di azoto) e di altri agenti inquinanti dell’aria (ammoniaca) generati dai processi produttivi agricoli tramite la realizzazione di coperture sulle strutture di stoccaggio esistenti e l'acquisto di macchine e attrezzature per la concimazione organica a bassa emissione ammoniacale.

L'intervento concorre altresì a sostenere l’adeguamento delle imprese agricole ai criteri e ai vincoli previsti dal Piano Stralcio Agricoltura per la qualità dell’aria (DCR n. 284 del 27/6/2023).

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTARE GLI UFFICI TECNICI DI ZONA