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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 80
06/02/2026
Fisco e agricoltura, le norme per guardare al futuro

Grande partecipazione all’incontro promosso da Confagricoltura Alessandria sulle principali novità previste dalla legge di bilancio per il comparto agricolo, svoltosi il 4 febbraio a Palazzo Monferrato.

Dopo l’introduzione della presidente di Confagricoltura Alessandria, Paola Sacco, e del responsabile del settore Fiscale, Marco Ottone, è toccato ad Alessandra Caputo, commercialista, e a Nicola Caputo, direttore nazionale dell’Area Politiche Fiscali di Confagricoltura, entrare nel merito degli argomenti.

Con Alessandra Caputo sono state analizzate le novità legislative che riguardano le imprese e le persone fisiche operanti in ambito agricolo: in particolare la riproposizione della cosiddetta 4.0 che, seppur con una dotazione finanziaria esigua per soddisfare le esigenze tecnologiche del settore, consente di ottenere un credito d’imposta sugli investimenti e la proroga per l’anno 2026 della parziale esenzione dei redditi fondiari dalla tassazione Irpef.

Il legislatore traccia invece una strada ben definita in tema di agroenergie, tecniche colturali innovative e cessioni dei crediti di carbonio, come ha spiegato Nicola Caputo.

“Quello delle agroenergie è un settore in continua evoluzione e le norme fissano criteri che via via cambiano più o meno in modo incisivo. L’orientamento generale del legislatore è quello di consentire la produzione di energia preservando però l’attività agricola. Si parla quindi non più di semplice fotovoltaico, ma di agrivoltaico avanzato, con l’installazione di pannelli solari ad un’altezza tale da consentire anche la coltivazione o comunque lo svolgimento dell’attività agricola sul terreno.”

“L’altro asset delle agroenergie è il biometano, ossia la produzione di energia attraverso impianti che utilizzano, tra l’altro, scarti aziendali e reflui. Le normative spingono verso questi sistemi, creando però criticità per chi ha già realizzato impianti a biogas, per i quali i meccanismi di incentivo stanno cambiando. Cerchiamo di capire se ci saranno soluzioni che consentano una trasformazione economicamente sostenibile per le aziende che hanno già effettuato importanti investimenti e che ora si trovano di fronte a un cambiamento delle regole”, ha spiegato Caputo.

Una novità, invece, “da seguire con grande attenzione” riguarda le reti di imprese, che consentono alle aziende di creare aggregazioni e collaborazioni finalizzate ad accrescere competitività e capacità innovativa, usufruendo del regime di tassazione agricola.

Un’ulteriore evoluzione introdotta dal legislatore è il riconoscimento come attività agricola dell’utilizzo di tecniche colturali innovative, come ad esempio le coltivazioni in ambienti chiusi: è il caso delle colture idroponiche e dell’agricoltura verticale.

“Talvolta il fisco guarda oltre – ha concluso il direttore nazionale dell’Area Fiscale di Confagricoltura – come nel caso dei crediti di carbonio. Sono cambiamenti da seguire attentamente, perché possono offrire opportunità sia alle imprese sia all’ambiente”.

“Siamo ripartiti con gli incontri di approfondimento tecnico dallo scorso anno – ha detto la presidente Sacco – Riteniamo che sia fondamentale dare alle nostre aziende gli strumenti adeguati per compiere scelte consapevoli, soprattutto in un periodo di grandi incertezze e cambiamenti globali, come quelli che stiamo vivendo negli ultimi anni”.

06/02/2026
Il riso italiano ha urgenza di interventi, Confagricoltura in piazza a Vercelli

Il riso italiano necessita di interventi immediati anche a livello UE per garantire il futuro a un settore di eccellenza. Confagricoltura di Vercelli-Biella ha preparato una piattaforma di richieste e proposte che verrà illustrata nel corso di una manifestazione pubblica, martedì 3 febbraio dalle ore 10, in piazza Zumaglini a Vercelli. Un’iniziativa di respiro nazionale, con la presenza di delegazioni delle altre province dove viene coltivato il riso, nata raccogliendo le forti preoccupazioni degli associati risicoltori.

Era presente anche una nutrita delegazione di Confagricoltura Alessandria, con la presidente Paola Sacco, il vicepresidente e referente della sezione di prodotto Giacomo Pedrola, il presidente di Zona di Casale Monferrato Giovanni Girino, il direttore Cristina Bagnasco e numerosi soci.

L’obiettivo di Confagricoltura è quello di portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica alcune tematiche considerate centrali per il futuro della risicoltura italiana. Tra queste c’è la richiesta di un meccanismo di protezione che possa veramente incidere sulle importazioni dai paesi beneficiari del regime dell'UE "Tutto tranne le armi" (EBA) quando il settore rischia di essere danneggiato. Confagricoltura ritiene, infatti, che la clausola di salvaguardia proposta sia inefficace e il limite minimo di 562mila tonnellate di prodotto importato sia di fatto inoperante nelle attuali condizioni di mercato.

I nostri risicoltori propongono anche una rivalutazione delle tariffe doganali (175 euro a tonnellata), considerandole non più attuali e non sufficienti al riequilibrio del mercato, e un aumento dei controlli doganali sui prodotti agricoli provenienti da paesi extra UE.  Nel campo delle regole sulle produzioni agricole, Confagricoltura chiede che venga almeno applicata la reciprocità in ambito UE, vista la difficoltà riscontrata a livello extra UE.

Al ministero per l’Agricoltura, la Sovranità alimentare e le Foreste Confagricoltura propone, nell’ambito delle iniziative per il comparto risicolo, di incaricare l’Ente Nazionale Risi o altri organismi ministeriali di sviluppare varietà aromatiche, di attuare un programma di promozione del basmati italiano e di provvedere al riordino del registro varietale dell’Ente Nazionale Risi, trasferendo le varietà non più coltivate da anni nell’apposito registro varietale “da conservazione”.

Secondo Confagricoltura, inoltre, è fondamentale l’inserimento dell’obbligatorietà dell’origine in etichetta; tra i suggerimenti, infine, ci sono l’introduzione di strumenti atti a favorire il riordino fondiario, e quindi quello irriguo, e strumenti per dare impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie, come i droni agricoli e le TEA, le nuove tecniche genomiche.

06/02/2026
Crediti imposta 4.0: prorogati al 31 marzo 2026 i termini per la comunicazione di completamento sugli investimenti 2025

Con il Decreto del MIMIT del 28 gennaio 2026, il Ministero è nuovamente intervenuto sulla disciplina procedurale del credito d’imposta per investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, prorogando dal 31 gennaio al 31 marzo 2026 il termine per la presentazione delle comunicazioni di completamento relative agli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025.

La proroga riguarda esclusivamente le comunicazioni da trasmettere tramite il sistema telematico disponibile nella sezione “Transizione 4.0” del sito del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e risulta funzionale a consentire alle imprese di completare correttamente l’iter amministrativo necessario alla fruizione del credito d’imposta in compensazione mediante il codice tributo 7077. La comunicazione di completamento costituisce, infatti, il presupposto essenziale per lo sblocco del beneficio e per la successiva trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.

Sotto il profilo soggettivo, il differimento dei termini interessa in primo luogo le imprese che avevano già effettuato la prenotazione e la conferma delle risorse, ma che, alla data di entrata in vigore del decreto, non avevano ancora inviato la comunicazione di completamento. Per tali soggetti, la nuova scadenza del 31 marzo 2026 sostituisce il precedente termine del 31 gennaio, evitando il rischio di decadenza dal beneficio per il solo mancato rispetto di un termine procedurale. Il decreto disciplina inoltre la posizione delle imprese collocate in lista d’attesa, ossia quelle che, pur avendo presentato regolarmente la comunicazione preventiva, abbiano ricevuto dal GSE una successiva comunicazione di nuova disponibilità di risorse, a seguito di rifinanziamenti o dello scorrimento delle graduatorie. In questi casi resta fermo il doppio passaggio procedurale previsto dalla normativa:

  • la comunicazione di conferma della prenotazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione del GSE;
  • la comunicazione di completamento dell’investimento deve comunque essere presentata entro e non oltre il 31 marzo 2026.

La proroga si innesta nel quadro normativo definito dal D.M. 15 maggio 2025, che aveva originariamente fissato al 31 gennaio 2026 il termine per la comunicazione di completamento degli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, nel rispetto del limite di spesa introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. Tale scadenza era risultata particolarmente stringente, anche in considerazione del rifinanziamento disposto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha destinato ulteriori 1,3 miliardi di euro alla misura, limitatamente agli investimenti realizzati entro la fine del 2025.

L’intervento del MIMIT assume quindi un rilievo operativo significativo. La complessità delle procedure, unita alla sovrapposizione di diversi regimi agevolativi (Industria 4.0, Transizione 5.0, rifinanziamenti, rinunce e scorrimenti), aveva generato diffuse criticità applicative per imprese e professionisti. Il differimento al 31 marzo 2026 consente di mitigare tali difficoltà e di ridurre il rischio di perdita del beneficio per irregolarità meramente formali, fermo restando che la comunicazione di completamento rimane un adempimento imprescindibile per poter utilizzare il credito d’imposta in compensazione.

06/02/2026
Aperto il secondo bando per danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico

La Regione Piemonte ha formalizzato l’apertura del Bando n. 2/2025, finalizzato al risarcimento dei danni causati dalle predazioni di grandi carnivori (lupo e orso) al patrimonio zootecnico regionale. La misura si pone l’obiettivo di mitigare l’impatto economico subito dalle aziende agricole piemontesi, garantendo un ristoro per le perdite dirette e indirette registrate nel secondo semestre dell’anno precedente.

Ambito soggettivo e requisiti di ammissibilità

L’agevolazione è rivolta agli allevatori di ovini, caprini, bovini, equini e altre specie di interesse zootecnico, operanti sul territorio regionale in qualità di PMI o microimprese. Per accedere ai contributi, i richiedenti devono soddisfare i seguenti requisiti formali:

Iscrizione all’Anagrafe Agricola del Piemonte con fascicolo aziendale aggiornato.

Regolarità anagrafica dei capi: gli animali oggetto di predazione devono essere correttamente registrati nelle banche dati nazionali e regionali.

Sistemi di prevenzione: è condizione necessaria aver adottato almeno una misura di difesa (es. recinzioni elettrificate, cani da protezione) conforme alle disposizioni della D.G.R. n. 3-1354/2025/XII.

Oggetto del risarcimento e periodi di riferimento

Il bando attuale copre gli eventi predatori verificatisi nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2025. Le tipologie di danno ammissibili comprendono:

Danni diretti: indennizzo del 100% del valore commerciale dei capi morti o dispersi a seguito dell’accertamento del servizio veterinario ASL.

Danni indiretti: ristoro per le perdite di produzione e per i costi veterinari/farmaceutici sostenuti per la cura degli animali feriti.

Danni apistici: risarcimento specifico per gli apicoltori che hanno subito danni alle arnie causati dall’orso, a condizione che non vi sia una copertura assicurativa per il medesimo evento.

Procedura di presentazione delle istanze

Le domande di aiuto devono essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso l’applicativo NEMBO (procedura SIAP), accessibile tramite le credenziali di identità digitale (SPID/CIE). La documentazione deve essere corredata dal verbale di accertamento della predazione correttamente registrato sulla piattaforma ARVET.

Il termine ultimo per la trasmissione delle istanze è fissato al 27 febbraio 2026.

Risorse finanziarie e controlli

La dotazione finanziaria complessiva per la presente finestra è di circa 537.000 euro. Gli uffici regionali e gli enti competenti si riservano la facoltà di effettuare controlli a campione per verificare la veridicità delle dichiarazioni e l’effettiva presenza dei sistemi di difesa dichiarati in fase di domanda.

 

06/02/2026
"PiemonteIS - Eccellenza Piemonte", aperta la richiesta d'uso del marchio promozionale