78
ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 78
23/01/2026
Concluse le Assemblee di Zona

Con la tappa di oggi, a Casale Monferrato, si sono concluse le assemblee di zona di Confagricoltura Alessandria. Buona e crescente partecipazione da parte dei soci, chiamati a rinnovare le cariche per il prossimo quadriennio. Durante i dibattiti sono state raccolte idee e spunti per la futura azione sindacale dell’associazione. La presidente provinciale, Paola Sacco, non ha nascosto le crescenti difficoltà che sta attraversano il settore da ormai diversi anni: dalle tensioni internazionali che creano instabilità sui mercati, all’aumento dei costi e, più recentemente, alle incertezze legate al rinnovo della Pac e l’accordo Mercosur. Sono però stati ricordati anche i risultati positivi ottenuti, come l’approvazione da parte del parlamento della sperimentazione sulle Tea, la riduzione dei contributi Inail a carico delle aziende e, a livello locale, la conclusione della “questione pozzi” o l’apertura di tavoli di consultazione sulla proliferazione di arvicole e lupi.

Ecco gli eletti nei Consigli, zona per zona.

Alessandria

Mauro Paolo Berardo, Alberto Brezzi, Giacomo D’Eboli, Cesare Lombardi, Roberto Rolando, Giuseppe Rovere, Luca Tonello. Cesare Lombardi è stato riconfermato alla presidenza.

Acqui Terme

Alessandro Boido, Michela Marenco, Alberto Migliardi, Maurizio Montobbio, Pierluigi Olivieri, Bruna Priarone, Innocenza Virgilio. Il Consiglio si riunirà nei prossimi giorni per eleggere il presidente.

Tortona

Andrea Andrini, Filippo Fava, Cosmin Calin Garlasco Maran, Ivano Grassi, Stefano Invernizzi, Francesca Milano, Claudio Ricotti. Alla presidenza è stato riconfermato Stefano Invernizzi.

Novi Ligure

Marcello Ghiglione, Enrico Lovigione, Dino Bergaglio, Alfredo Parodi, Andrea Quaglia, Ezio Vescovo, Angelo Zerbo. Alla presidenza è stato confermato Enrico Lovigione.

Casale Monferrato

Simone Bacco, Massimo Brovero, Giovanni Buffa, Vittoria Cassetti, Michele Dellarole, Carlo Alberto Ferrara, Giovanni Girino. Riconfermato alla carica di Presidente Giovanni Girino.

Come gli scorsi anni, durante i lavori sono stati attribuiti i riconoscimenti alle aziende del territorio.

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23/01/2026
Impianti a biogas agricolo e biomasse, servono regole certe per garantire gli investimenti già realizzati

Forte preoccupazione da parte di Confagricoltura Alessandria per la bozza del Decreto-legge “Bollette”, che prevede una progressiva riduzione fino all’eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas agricolo e a biomassa. Una mancata revisione sostanziale della norma rischia infatti di compromettere un comparto strategico per l’agricoltura alessandrina e italiana.

Il meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) è uno strumento introdotto dal Governo nel 2023 non come incentivo, ma come meccanismo di integrazione dei ricavi, indispensabile per garantire la copertura dei costi minimi di esercizio e accompagnare in modo ordinato la fase post-incentivi. La sua cancellazione rischia di determinare lo spegnimento di numerosi impianti ancora pienamente funzionanti e per i quali gli imprenditori hanno già effettuato cospicui investimenti.

“Molte aziende agricole – spiega Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria – hanno investito nel biogas sulla base di un quadro normativo chiaro e stabile. Questi impianti sono oggi parte integrante dell’organizzazione aziendale, dalla gestione dei reflui degli allevamenti alla sostenibilità economica. È impensabile cambiare le regole a partita ancora in corso”.

In Piemonte sono circa 250 gli impianti a rischio di chiusura, con il coinvolgimento di circa 3.000 aziende agricole. In provincia di Alessandria gli impianti sono 33 (fonte Provincia di Alessandria). Nell’alessandrino il biogas agricolo è diffuso soprattutto nelle aziende zootecniche e cerealicole, dove svolge un ruolo strategico sia sul piano economico sia ambientale: consente una gestione efficiente dei reflui degli allevamenti, la valorizzazione agronomica del digestato e la produzione di energia rinnovabile programmabile.  Il decreto Bollette prevede inoltre la riduzione graduale degli incentivi anche per gli impianti alimentati da biomasse solide, come il legno.

Secondo Confagricoltura Alessandria, il tema va affrontato all’interno di una visione più ampia di coerenza delle politiche pubbliche, tenendo conto degli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e degli investimenti sostenuti anche attraverso risorse pubbliche e programmi di transizione energetica.

“Senza regole stabili, tempi realistici e coerenza nelle politiche pubbliche si rischia di indebolire un modello che ha già dimostrato di funzionare, dal punto di vista economico, ambientale e territoriale”, fa presente il direttore provinciale Cristina Bagnasco.

23/01/2026
La Legge di Bilancio 2026: in arrivo la Rottamazione-quinquies

La nuova Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2026 prevede la nuova Definizione agevolata delle cartelle (Rottamazione-quinquies).

I contribuenti che sceglieranno di aderire alla nuova misura agevolativa avranno la possibilità di estinguere il proprio debito, senza corrispondere interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio.

La Rottamazione-quinquies riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di:

•          imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività dell’amministrazione finanziaria di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600 del 1973, e agli articoli 54-bis e 54-ter del DPR n. 633 del 1972;

•          contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Sono ammessi alla nuova "Rottamazione" anche coloro che hanno già aderito a una precedente misura agevolativa ma sono decaduti, purché i carichi siano quelli ricompresi nell’ambito applicativo della Rottamazione-quinquies.

La norma, invece, esclude dalla nuova “Rottamazione” i debiti che, seppur rientranti nell’ambito applicativo della Rottamazione-quinquies, sono ricompresi in piani di pagamento della Rottamazione-quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute.

I contribuenti potranno presentare la domanda di adesione entro il 30 aprile 2026 con le modalità, esclusivamente telematiche, che Agenzia delle entrate-Riscossione pubblicherà sul proprio sito internet entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, e scegliere se pagare in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026 oppure, in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo (in 9 anni) con scadenza:

•          la prima, la seconda e la terza rata, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026;

•          dalla quarta alla cinquantunesima rata, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;

•          dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.

Nel caso di pagamento rateale si applicano interessi pari al 3% annuo, a decorrere dal 1° agosto 2026.

La Rottamazione-quinquies risulterà inefficace e i versamenti effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute, in caso di omesso ovvero insufficiente versamento dell’unica rata scelta per effettuare il pagamento (da pagare entro il 31 luglio 2026).

Inoltre, nel caso di pagamento rateale, la decadenza dalla Rottamazione-quinquies interverrà in caso di omesso ovvero insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.

23/01/2026
Danni da fauna selvatica: relazione tecnica di ISPRA

ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in collaborazione con le Regioni, ha pubblicato la relazione in merito ai danni da fauna selvatica sull’agricoltura e sugli incidenti stradali elaborata nell’ambito dei lavori del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (CTFVN).

Dalle analisi e dalle elaborazioni condotte sui dati a disposizione, la relazione mette in evidenza che i danni causati in Italia dalla

 

fauna selvatica sono in aumento e hanno raggiunto negli ultimi anni cifre significative. Solamente per lupo e cinghiale superano i 23 milioni di euro/anno, ma gli impatti reali sono fortemente sottostimati. Il cinghiale è responsabile del maggior danno agricolo, con una stima che supera i 171 milioni di euro nel periodo 2015-2023. Il lupo invece, con la sua espansione, impatta maggiormente sulla zootecnia, dove tra il 2015 e il 2019, sono stati registrati quasi 18.000 eventi di predazione, con la perdita di oltre 43.700 capi soprattutto ovicaprini, ma anche bovini, equini, suini e in alcuni casi specie avicole. L'impatto si concentra in specifiche aree geografiche rendendo spesso la gestione inefficace.

Il documento segnala anche l'impatto crescente dei cervidi, come cervo, daino e capriolo; benché le perdite economiche siano numericamente inferiori, queste specie colpiscono in modo specifico vigneti, frutteti e vivai forestali, specialmente nelle aree dove le popolazioni sono in espansione verso il fondovalle.

Come già specificato, Ispra sottolinea che si tratta di dati sottostimati rispetto al fenomeno reale, sia a causa della non sempre puntuale trasmissione dei dati, sia perché per diverse specie, come ad esempio la nutria, gli impatti non vengono indennizzati e di conseguenza non vengono nemmeno denunciati dagli agricoltori; un limite strutturale è rappresentato dalla mancanza di un sistema di raccolta omogeneo a livello nazionale, che rende le informazioni trasmesse dalle Regioni e dalle Province autonome estremamente frammentate per contenuti, dettagli e aggiornamento, impedendo di fatto una valutazione critica e una comparazione su scala nazionale.

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23/01/2026
Corsi di formazione SATA