77
ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 77
16/01/2026
Da lunedì al via le Assemblee di Zona di Confagricoltura Alessandria

Dal 19 al 23 gennaio si terranno le Assemblee di Zona di Confagricoltura Alessandria che, quest’anno, prevedono anche il rinnovo delle cariche elettive.

Il primo appuntamento è in programma ad Alessandria il 19 gennaio, a partire dalle ore 10, nella sala Iris del Collegio Santa Chiara di via Inviziati. Seguiranno le assemblee di Acqui Terme-Ovada (20 gennaio, sala congressi Hotel La Meridiana), Tortona (21 gennaio, sala convegni Hotel Il Carrettino), Novi Ligure (22 gennaio, salone Forno dell’Antica Ricetta) e Casale Monferrato (23 gennaio, aula magna dell’Istituto Leardi).

In apertura dei lavori si procederà al rinnovo delle cariche dei membri del Consiglio di Zona, dei componenti delle Sezioni di prodotto, dei Sindacati e dei Delegati all’Assemblea provinciale. La votazione è riservata ai soci. Il Consiglio procederà poi alla nomina del Presidente di Zona.

A seguire sono previsti gli interventi della presidente Paola Sacco e del direttore Cristina Bagnasco.

Le Assemblee di Zona rappresentano un momento fondamentale di confronto e condivisione tra i dirigenti dell’associazione agricola più longeva del territorio e la base associativa.

“Il 2025 è stato un anno complesso per il comparto agricolo. Persistono infatti le criticità già registrate negli anni passati, legate al continuo aumento dei costi delle materie prime, all’instabilità del mercato globale, ai conflitti purtroppo ancora in corso e ad altri fattori internazionali che generano forte incertezza.

Seguiamo con attenzione e preoccupazione l’iter per la prossima PAC e l’accordo Mercosur, che non ci convince – dichiara la presidente Paola Sacco. – D’altro canto, abbiamo portato avanti, sia a livello nazionale sia locale, alcune battaglie ottenendo i risultati attesi. Penso, ad esempio, alla modifica dell’articolo 26 della manovra di Bilancio sulla compensazione dei crediti d’imposta, grazie a una segnalazione partita proprio dal Piemonte, alla riduzione della contribuzione Inail per le imprese agricole, alle nostre proposte per la viticoltura piemontese e ad altre iniziative. Segno che l’attività sindacale prosegue incessantemente e che Confagricoltura ne interpreta lo spirito autentico”.

“Le Assemblee sono da sempre un momento di confronto con i soci e tra i soci. Sono anche un’occasione di stimolo per tutti i collaboratori, che possono cogliere le diverse esigenze dei territori”, aggiunge il direttore provinciale Cristina Bagnasco.

16/01/2026
A me.dea i fondi raccolti con la campagna Clementine Antiviolenza

È stato consegnato giovedì 15 gennaio, nelle mani della presidente me.dea Sarah Sclauzero, l’assegno simbolico frutto delle donazioni raccolte con campagna Clementine Antiviolenza che Confagricoltura Donna Alessandria, con Confagricoltura Donna Piemonte, Confagricoltura Alessandria e con la collaborazione di Soroptimist International propone nelle piazze della provincia in occasione del 25 novembre, giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La somma raccolta dell’associazione delle donne impegnate in agricoltura, con l’aiuto di Soroptimist Acqui Terme e Alessandria, ha raggiunto un nuovo record: 7.316 euro.

Le clementine, in buona parte offerte dagli agricoltori di Confagricoltura Cooperativa Coab e Napitina, sono simbolo della lotta contro la violenza, a ricordo della tragedia di cui fu vittima Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro accoltellata e bruciata ancora viva dall’ex fidanzato in un agrumeto della piana di Sibari nel 2013.

Le Clementine antiviolenza sono state distribuite in tre diverse piazze, ad Acqui Terme, nel gazebo allestito in corso Italia, a Novi Ligure, nella postazione di viale Saffi e a Tortona, durante il match di basket serie A1 alla Nova Arena Derthona e il match di basket femminile A1 Autosped Bcc Derthona, oppure su prenotazione presso gli uffici di Confagricoltura Alessandria.

Dichiara Michela Marenco, presidente di Confagricoltura Donna Piemonte e Confagricoltura Donna Alessandria: “Siamo veramente felici di poter contribuire anche quest’anno alle attività di me.dea nel supporto alle donne vittime di violenza che, purtroppo, sono in costante aumento anche nella nostra provincia e in regione Piemonte. Di anno in anno registriamo una crescente risposta all’appello lanciato a livello nazionale da Confagricoltura Donna e dalle rispettive associazioni di donne imprenditrici agricole, dimostrando che le donne hanno una straordinaria capacità di ‘fare’ rete. Un esempio ulteriore è il fatto che quest’anno anche le donne imprenditrici della provincia di Cuneo hanno devoluto a me.dea i fondi raccolti, contribuendo alla donazione”.

“I dati forniti da me.dea dicono che le richieste di aiuto sono purtroppo in aumento, (+23% nel 2025, rispetto al 2024). È un dato che ci impone di non fermarci e di metterci ancora più impegno, coinvolgendo di anno in anno sempre più soggetti. In questa direzione va, ad esempio, la collaborazione con Bertram Derthona e Bcc Derthona Basket”, aggiunge Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria. 

“La campagna Clementine antiviolenza ha visto impegnate le nostre associate di Confagricoltura Donna Alessandria ma ha avuto il supporto anche di molti dirigenti di Confagricoltura Alessandria e persone vicine, segno che la lotta contro la violenza di genere riguarda tutti”, dice la direttrice di Confagricoltura Alessandria, Cristina Bagnasco.

Il comunicato completo sul sito CLICCA QUI

16/01/2026
Aperto il bando per il sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali di tartufo bianco pregiato

Con Decreto n. 1222/A1614A/2025 del 31/12/2025 è stato approvato il bando per la presentazione delle domande di sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali esistenti di Tuber magnatum Picco in aree vocate ai sensi della legge regionale n. 16/2008.

Con il bando si intende sostenere:

  • il miglioramento e il ripristino ambientale delle tartufaie già esistenti di Tuber magnatum Picco (tartufo bianco pregiato) in aree vocate ai sensi della legge regionale n. 16/2008;
  • contestuale realizzazione, nelle tartufaie naturali oggetto di miglioramento ambientale, di allestimenti per la fruizione didattica.

Possono presentare domanda le associazioni di raccoglitori o cercatori di cui all’articolo 12 della l.r. 16/2008 e i soggetti pubblici o privati, in forma associata con tali associazioni, proprietari o gestori di terreni agricoli e/o forestali.

Con il termine di gestori si intendono le persone fisiche o i soggetti di qualunque forma giuridica che abbiano la completa disponibilità delle superfici inserite in domanda.

Sono considerati gestori:

  • gli affittuari
  • altri soggetti che in base ad atti o contratti già esistenti, o stipulati ai fini dell’ammissione ai benefici delle presenti azioni, abbiano la titolarità giuridica ad assumere gli impegni di cui alle presenti azioni.

In caso di progetti che coinvolgono più soggetti nella realizzazione delle attività, deve essere designato un soggetto capofila che sarà riconosciuto quale unico referente per la Regione e beneficiario del finanziamento regionale.

Il sostegno regionale è concesso ad un solo progetto per soggetto proponente.

I soggetti interessati potranno presentare domanda di erogazione di contributo, redatta secondo lo schema indicato, a partire dal 9 gennaio 2026 entro l'8 maggio 2026, tramite Posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: foreste@cert.regione.piemonte.it

La domanda diretta ad ottenere i contributi deve essere corredata da apposita relazione descrittiva, completa di cronoprogramma, rappresentazione cartografica delle superfici di intervento, dettaglio dei costi, piano finanziario del progetto e tutti gli elementi utili ai fini della valutazione dell’intervento, sulla base dei criteri enunciati, nonché da ogni altro utile elemento di conoscenza delle attività previste sotto il profilo della localizzazione e dell’attitudine.

Gli interventi devono essere realizzati nei comuni vocati alla produzione di Tuber magnatum Picco (tartufo bianco pregiato), come individuati dalla D.D. n. 817/A1614A del 31/10/2025, sulla base delle carte delle attitudini dei suoli alle produzioni tartufigene.

Sono esclusi gli interventi in aree a destinazione verde urbano e in impianti di arboricoltura, non ricadendo nella definizione di tartufaia naturale, ai sensi della l.r. n. 16/2008.

16/01/2026
Isee 2026, documenti necessari per la compilazione del modello

I Caaf di Confagricoltura sono a disposizione per la compilazione dei modelli Isee 2026.

E’ necessario prenotare per appuntamento al numero 0131/263846 e presentarsi muniti dei documenti sotto indicati.

Dati anagrafici:

-              Autocertificazione stato di famiglia

-              Documento d’identità e codice fiscale dei componenti il nucleo famigliare

-              Contratto di locazione con registrazione telematica

-              Verbale invalidità

Redditi relativi al 2024 (2 anni precedenti la compilazione dell’Isee)

-              Modello 730/2025 (REDDITI 2024) o modello UNICO/2025 (REDDITI 2024)

-              CU2025 (REDDITI 2024) (certificazione unica rilasciata dal datore di lavoro)

-              Quota di mantenimento percepita dall’ex coniuge

-              Qualunque altra certificazione attestante i redditi percepiti

Patrimonio immobiliare al 31/12/2024

-              Visure catastali, atto di compravendita o successione, valore aree fabbricabili, valore immobili detenuti all’estero (non servono se sono indicati nel 730/unico)

-              Capitale residuo del mutuo (per acquisto o costruzione) al 31.12.2024

Patrimonio mobiliare al 31/12/2024

-              Saldo e giacenza media al 31.12.2024 di conti correnti, depositi, libretti postali, buoni fruttiferi, postepay e carte prepagate

-              Valore dei premi versati al 31.12.2024 dei contratti di assicurazione

I lavoratori autonomi devono presentare il valore del patrimonio netto dell’ultimo bilancio presentato.

Autoveicoli, motoveicoli e imbarcazioni (posseduti al momento della compilazione)

-              Targa degli autoveicoli, motoveicoli con cilindrata superiore a 500 CC, navi o imbarcazioni da diporto

SI PREGA DI PORTARE TUTTO GIA’ FOTOCOPIATO. SI RICEVE SOLO SU APPUNTAMENTO

16/01/2026
PAC 2023/2027: dal 2026 ampliamento dei requisiti di istruzione e competenza del giovane agricoltore

Il Decreto Ministeriale n. 690628 del 22 dicembre 2025 introduce una modifica significativa alla definizione di giovane agricoltore ai fini dell’accesso agli interventi della PAC 2023-2027, con effetti a partire dall’anno di domanda 2026. L’intervento normativo si concentra in particolare sui requisiti di formazione ed esperienza professionale, con l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso alle misure di sostegno da parte dei giovani.

La principale novità riguarda i giovani agricoltori in possesso del solo titolo di scuola secondaria di primo grado (scuola media). In precedenza, fino al 2025, questi soggetti dovevano dimostrare obbligatoriamente un’esperienza lavorativa di almeno tre anni nel settore agricolo, attestata dall’iscrizione al regime previdenziale agricolo per almeno 104 giornate annue. Dal 2026, invece, il decreto amplia le modalità attraverso cui è possibile comprovare un’adeguata preparazione professionale.

In particolare, il requisito di formazione può ora essere soddisfatto anche tramite la frequenza di almeno un corso di formazione della durata minima di 150 ore, con superamento dell’esame finale, purché il corso riguardi tematiche afferenti al settore agroalimentare, ambientale o alla dimensione sociale, e sia svolto presso enti accreditati dalle Regioni o dalle Province autonome. Tale percorso formativo diventa una condizione sufficiente ai fini del requisito, in alternativa: al possesso dell’esperienza lavorativa triennale nel settore agricolo; oppure alla partecipazione con esito favorevole all’intervento di sviluppo rurale relativo alla cooperazione per il ricambio generazionale.

Il decreto introduce, inoltre, una rilevante modifica procedurale, stabilendo il posticipo al 30 settembre dell’anno di presentazione della prima domanda del termine entro il quale devono essere posseduti e presentati i requisiti di formazione e competenze del giovane agricoltore. Tale proroga vale sia ai fini dell’assegnazione dei diritti sia per la prima domanda di sostegno complementare al reddito. Restano invece invariati tutti gli altri requisiti, che devono essere posseduti già al momento della presentazione della domanda.

La modifica normativa nasce dalla constatazione del limitato livello di adesione dei giovani agricoltori ai pagamenti diretti dedicati nei primi anni della programmazione e recepisce le variazioni approvate dalla Commissione europea al Piano Strategico della PAC. L’obiettivo complessivo è quello di ampliare la platea dei giovani agricoltori ammissibili, favorire concretamente il ricambio generazionale nel settore agricolo e migliorare l’efficacia delle misure di sostegno previste dalla PAC.

16/01/2026
Revisione dei trattori agricoli “veloci”: quadro normativo e modalità operative

Il sistema della revisione delle macchine agricole che circolano su strada in Italia è rimasto per anni in una situazione di incertezza normativa, nonostante l’obbligo fosse già previsto dal Codice della Strada e dal diritto europeo. In particolare, la Direttiva UE 2014/45 ha introdotto l’obbligo di controlli tecnici periodici per alcune categorie di veicoli, includendo anche i trattori agricoli a ruote con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, utilizzati sulla rete stradale pubblica.

Già con la Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 era stato modificato l’articolo 111 del Codice della Strada, rendendo obbligatoria la revisione per le macchine agricole soggette a immatricolazione. L’obbligo riguarda, in particolare, i trattori agricoli, le macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi e alcuni rimorchi agricoli con massa complessiva superiore a 1,5 tonnellate e dimensioni rilevanti. Tuttavia, l’effettiva applicazione di tale obbligo era subordinata all’emanazione di un decreto interministeriale attuativo, mai entrato in vigore.

Nel tempo, proprio a causa dell’assenza delle regole tecniche di revisione, il legislatore è intervenuto più volte prorogando i termini. L’ultima proroga, prevista dal Decreto-Legge n. 202 del 2024, ha differito le scadenze della revisione per la generalità delle macchine agricole fino al 31 dicembre 2025 o 2026, a seconda dell’anno di immatricolazione, lasciando ancora sospesa la disciplina tecnica generale.

In questo contesto di stallo normativo, il Decreto Dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025 rappresenta un primo e significativo passo avanti, seppur limitato a una specifica categoria di mezzi: i trattori agricoli a ruote “veloci”, cioè quelli con velocità di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5. Si tratta di veicoli che, per caratteristiche costruttive e modalità d’uso, sono maggiormente assimilabili ai veicoli stradali e che circolano frequentemente su strade pubbliche.

Il decreto non modifica i termini generali di revisione già prorogati per le macchine agricole, ma definisce finalmente le modalità operative e tecniche per l’esecuzione dei controlli su questi trattori veloci, dando attuazione concreta a un obbligo che, pur formalmente vigente dal 2018, non era mai stato applicato. Il testo è stato condiviso con le principali associazioni di categoria e contiene un allegato tecnico (Allegato A) che individua in modo puntuale le componenti da sottoporre a verifica e le attrezzature da utilizzare.

I controlli previsti riguardano tre ambiti fondamentali: l’impianto frenante, i dispositivi di illuminazione e segnalazione (fari) e le emissioni del motore. Per quanto concerne i freni, devono essere verificate le prestazioni del freno di servizio, di soccorso e di stazionamento. Il decreto disciplina nel dettaglio anche le modalità di prova, stabilendo che il banco prova-freni a rulli può essere utilizzato solo se le caratteristiche dimensionali e degli pneumatici del trattore lo consentono. In caso contrario, è obbligatorio l’impiego del banco prova-freni a piastre, con una velocità di ingresso compresa tra 4 e 7 km/h. Qualora anche tale attrezzatura non sia tecnicamente utilizzabile, è ammessa la prova su strada mediante decelerometro.

Il decreto distingue inoltre tra centri di controllo pubblici e privati. I primi possono temporaneamente utilizzare il decelerometro in attesa di dotarsi dei banchi a piastre; i secondi, invece, per effettuare le revisioni devono necessariamente disporre del banco prova-freni a piastre, potendo ricorrere al decelerometro solo in caso di anomalia tecnica. In una fase transitoria iniziale è ammessa un’autocertificazione del costruttore delle attrezzature, in attesa dell’estensione formale dell’omologazione.

Per il controllo dei fari, è previsto l’uso del provafari, con limiti di altezza ben definiti. Nei casi in cui l’altezza dei proiettori superi le capacità dello strumento, si ricorre a uno schermo posto a una distanza di 15 metri, con verifica visiva da parte dell’ispettore, secondo criteri indicati nell’allegato tecnico.

Il controllo delle emissioni, infine, assume un carattere prevalentemente documentale: solo se il valore massimo di CO è indicato sulla carta di circolazione esso costituisce parametro vincolante. In caso contrario, il dato rilevato viene semplicemente registrato ai fini statistici, senza incidere sull’esito della revisione.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° febbraio 2026. Le prime scadenze operative riguardano i trattori veloci immatricolati tra il 2017 e il 2019, che dovranno essere revisionati entro il 30 giugno 2026, e quelli immatricolati tra il 2020 e il 2022, con termine al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 si applicherà il regime ordinario: prima revisione entro il quarto anno dalla prima immatricolazione e successive revisioni con cadenza biennale.

Resta invece ancora irrisolta la questione della revisione delle altre macchine agricole circolanti su strada. Nonostante i termini siano formalmente scaduti per molti veicoli più datati, manca tuttora il decreto interministeriale che dovrebbe definire le regole tecniche generali della revisione, da effettuarsi ogni cinque anni. Fino alla sua emanazione, l’obbligo resta sospeso nella pratica, confermando un quadro normativo ancora incompleto.