75
ANNO
2025
ANNO 2025 - NUMERO 75
19/12/2025
Presente anche Confagricoltura Alessandria alla manifestazione di Bruxelles

“Se l’agricoltura europea oggi non è accompagnata da politiche adeguate ai tempi e alle necessità, tra una decina di anni non sarà più in grado più di reggere il mercato. Per questo oggi, 18 dicembre, noi agricoltori di tutti i 27 Stati membri siamo qui a Bruxelles per una forte protesta contro le politiche della Commissione UE”. È stato questo il pensiero espresso da Confagricoltura durante il corteo che si è svolto ieri mattina nella capitale belga, davanti ai palazzi delle istituzioni europee, per protestare contro le nuove direttive dell’Unione Europea che vanno a penalizzare fortemente il settore agricolo.

Diverse centinaia di rappresentanti di Confagricoltura erano presenti a Bruxelles, ma la delegazione italiana è stata la più numerosa, dopo quella franco-belga. Quasi diecimila sfilanti appartenenti a oltre 40 organizzazioni dei 27 Stati UE.

Le richieste avanzate dalle associazioni di categoria si sono riassunte sostanzialmente in una politica agricola unitaria, con un budget idoneo, e non ridotto del 20% come previsto, con meno burocrazia e una visione di crescita. “Se la UE disinveste sull’agricoltura – ha affermato Paola Maria Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria, presente a Bruxelles – il rischio è di implodere di fronte alle altre potenze mondiali: sono insufficienti le risorse per la prossima PAC, inefficaci le tutele del mercato UE rispetto alla concorrenza dei prodotti che arrivano dai Paesi extra europei, e le misure annunciate per il settore primario non mettono al centro i temi della produttività, della competitività e dell’innovazione“.

I fondi infatti passano dai 386 miliardi di euro dell’attuale programmazione ai 295 della prossima. Un calo del 24% circa, che arriva a sfiorare il 30% se si tiene in considerazione anche l’effetto erosivo dell’inflazione.

“Siamo davanti ad un’ipotesi di riforma che è poco lungimirante, nonché esigua sotto il profilo del budget – ha ribadito da Bruxelles il direttore della Confagricoltura di Alessandria Cristina Bagnasco – non chiediamo sussidi ma incentivi in grado di garantire la produzione, la qualità e la sicurezza alimentare, oltre al futuro dei giovani agricoltori”.

“Il bilancio dell’ultima annata agraria in Piemonte ha evidenziato le tante emergenze che il settore primario deve superare, dai cambiamenti climatici alla troppa burocrazia, dalle epidemie che affliggono animali e piante, alle incertezze dei mercati dovute alle tensioni internazionali”, hanno affermato i vertici della Confagricoltura Alessandria. “A fronte di tutto questo è quindi necessaria una PAC che non tolga né diluisca la dotazione finanziaria per il settore”.

Foto e video della giornata.

19/12/2025
Nuovi bandi forestazione

La regione Piemonte ha finalmente aperto il bando per l’intervento dello sviluppo rurale SDR 05.

Il bando riguarda 4 azioni:

 a) pioppicoltura

 b) arboricoltura da legno a ciclo lungo

 c) bosco naturaliforme

 d) tartuficoltura

IMPORTANTE: Le domande andranno presentate ENTRO IL 30 GENNAIO 2026.

LOCALIZZAZIONE INTERVENTI: le domande sono ammissibili solo in aree di pianura con pendenza inferiore al 5% e quota inferiore ai 600 m slm.

SUPERFICI AMMISSIBILI: Il sostegno è ammesso solo per le Superfici agricole che prima della domanda risultino sull’ultima dichiarazione di consistenza del fascicolo aziendale a seminativo, coltivazioni permanenti, bosco a rotazione rapida, vivai; non ammessi prati permanenti e pascoli. Ammesse anche le superfici che già hanno beneficiato di precedenti contributi all’imboschimento, purché siano scaduti i termini di mantenimento dell’impianto e quest’ultimo sia stato abbattuto.

SUPERFICIE MINIMA E MASSIMA IN DOMANDA: la superficie minima di domanda è pari a 2 ha, in appezzamenti di almeno 1 ha. La superficie massima per domanda è pari a 15 ha.

Esaminiamo qui di seguito i criteri relativi al bando per la pioppicoltura invitando gli interessati alle altre azioni a rivolgersi ai nostri uffici per informazioni dettagliate.

PIOPPICOLTURA:

CONTRIBUTO CONCEDIBILE:

 - 80% se l’azienda è in possesso di certificazione PEFC o FSC oppure se realizza un impianto con miscuglio clonale con almeno 2 cloni MSA che rappresentino almeno il 50% di piante sul totale

 - 60% in tutti gli altri casi

TIPOLOGIA DI INVESTIMENTO AMMISSIBILE: è obbligatorio l’utilizzo di cloni iscritti al Registro Nazionale dei Materiali di Base, utilizzando almeno 2 differenti cloni di pioppo, di cui almeno 1 classificato MSA utilizzato per almeno il 20% del numero totale di pioppelle.

IMPORTANTE - VINCOLI IN FASCIA FLUVIALE: - Negli impianti in fascia A e B del PAI si possono solo effettuare concimazioni organiche ed il contenimento delle infestanti deve avvenire solo con mezzi meccanici: erpicatura nei primi 4 anni, trinciatura dal 5° anno in poi - All’interno della Fascia di Mobilità di progetto del Fiume Po sono ammessi esclusivamente impianti polispecifici, dove ai cloni di pioppo vengano affiancate specie arbustive/arboree accessorie che coprano almeno il 15% della superficie liquidabile.

TIPOLOGIE DI INVESTIMENTO NON AMMISSIBILI:

- Impianti di arboricoltura a ciclo breve (Short Rotation Forestry)

- Interventi in contrasto con norme sulle aree protette e/o sulle aree Natura 2000

- Impianto di pioppeti nei tratti a rischio di asportazione della vegetazione arborea della Fascia A del PAI

SPESE AMMISSIBILI:

- spese di impianto: calcolate unicamente con il metodo dei “costi standard”: di conseguenza non serviranno le fatture di acquisto di pioppelle e/o servizi di contoterzi - spese tecniche di progettazione, consulenza e direzione lavori. Non è possibile aggiungere voci di costo diverse e le spese possono essere rendicontate solo se sostenute dopo la presentazione della domanda di sostegno.

TERMINE ULTIMO PER LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI: Entro il 31 gennaio 2028 tutti gli interventi dovranno essere terminati e rendicontati

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione privilegiano con attribuzione di punteggi diversificate: - IAP e coltivatori diretti, impianti nelle fasce A e B del PAI, nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati e nelle Aree Natura 2000, utilizzo di almeno il 50% di cloni MSA, possesso della certificazione PEFC o FSC (già presente al momento della domanda), superficie per domanda di almeno 5 ha in corpi di almeno 2 ha.

I requisiti che hanno dato origine al punteggio devono essere mantenuti per tutti il periodo di impegno.

Come indicato nella descrizione del bando il possesso della certificazione forestale consente di accedere ad una percentuale di contributo superiore e di acquisire un maggior punteggio di priorità. Per questo motivo invitiamo gli interessati a comunicare tempestivamente ai nostri uffici la volontà di certificarsi che potrà concretizzarsi nell’adesione al gruppo di certificazione PEFC As.Pro.Legno Ambiente – Confagricoltura Alessandria.

19/12/2025
Divieto Urea: continua la battaglia

Dopo il primo annuncio, contenuto nel “Piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria” presentato pochi mesi fa, arriva la bozza di decreto ministeriale che regolamenta l’utilizzo dell’urea, il fertilizzante azotato più diffuso nel settore agricolo.

E non ci sono novità positive: confermato infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2028, il divieto di utilizzo in tutto il bacino padano, con le regioni del Piemonte, del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna che dunque non potranno più contare su questo prezioso supporto colturale.

La competitività delle nostre aziende è a forte rischio e quel che è peggio è che le alternative proposte presentano numerose criticità, legate ai costi, all’efficacia in campo e alla disponibilità. Grazie al lavoro sindacale della nostra Organizzazione, unica finora ad esprimersi sul tema, abbiamo già ottenuto il rinvio al 2028. Non ci fermeremo certo qui, la battaglia continua.

La bozza di decreto ministeriale infatti propone principi attivi sostitutivi, quali l’urea con inibitori, i fertilizzanti a lento rilascio o i prodotti organici, ma le perplessità sono notevoli. Dal punto di vista economico l’urea è il fertilizzante più utilizzato proprio per il suo ottimo rapporto costo-efficacia. Le alternative abbozzate potrebbero invece comportare un aumento dei costi di produzione, che non tutte le aziende saranno in grado di sostenere. Si parla anche dell’utilizzo del digestato, dimenticando però che «questo richiederebbe investimenti in macchinari e formazione, e nella bozza non sono presenti piani di accompagnamento tecnico.

Altro punto critico è quello legato alla disponibilità e all’efficacia delle alternative proposte; non tutte le soluzioni sono facilmente reperibili sul mercato, e la loro applicazione in campo non garantirebbe gli stessi risultati dell’urea, soprattutto per colture come riso e mais, ad alto fabbisogno di azoto.

In ultimo, non certo per importanza, il forte squilibrio che si verrebbe a creare tra le regioni padane, dove l’urea sarebbe vietata, e il resto del Paese e della Ue. A conti fatti, ad essere penalizzate maggiormente sarebbero le aziende agricole con maggiore produttività, la cui competitività, lo ribadisco, verrebbe messa a durissima prova. Il tutto per un adempimento che, se confermato, non darebbe peraltro garanzie in termini di riduzione delle emissioni.

Le proposte messe in campo da Confagricoltura sono chiare: periodo transitorio più lungo, per dare alle aziende più tempo per adattarsi; possibilità di inserire (in alternativa al divieto) l’obbligo di interramento dell’urea; incentivi immediati e mirati; piano di formazione e assistenza tecnica; clausola di revisione biennale delle misure adottate; tavolo tecnico permanente; maggiore chiarezza sulle zone soggette al divieto; sostegno a ricerca e sviluppo.

19/12/2025
Giovanni Gioia riconfermato presidente dei giovani di Confagricoltura - Anga

Giovanni Gioia è stato riconfermato alla presidenza dei Giovani di Confagricoltura - ANGA, al termine dell’assemblea che ha rinnovato gli organi nazionali dell’associazione. Una conferma, quella dell’imprenditore palermitano, titolare dell’azienda Kibbò nell’entroterra siciliano, che premia il lavoro svolto negli ultimi anni e rilancia un percorso fondato su rappresentanza, formazione e innovazione, in una fase storica complessa ma decisiva per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea.

Ad affiancare Gioia saranno i tre vicepresidenti, eletti oggi, Silvia Caprara per l’area Nord, Riccardo Garuti per il Centro e Andrea Giglia per il Sud.

In questi anni le imprese agricole condotte dai giovani di Confagricoltura, come l’intero settore primario, hanno attraversato stagioni particolarmente complesse, riuscendo a reagire con concretezza e rafforzando il proprio ruolo sia all’interno della Confederazione, sia nel dialogo con il mondo istituzionale e produttivo. L’associazione ha ricostruito visibilità e credibilità, riallacciando i rapporti con le organizzazioni giovanili degli altri comparti economici e avviando un confronto efficace con ISMEA, ponendo le basi per un riconoscimento istituzionale sempre più compiuto.

“L’agricoltura è il nostro modo di cambiare le cose, di lasciare un segno. Voglio continuare a seminare fiducia e responsabilità, come nel percorso intrapreso” - ha dichiarato Giovanni Gioia, confermando le posizioni dell’ANGA assolutamente in linea con quelle della Confederazione – “Il ruolo sociale che svolge la nostra attività merita prima di tutto un riconoscimento reddituale e la Politica Agricola Comune deve restare davvero politica e comune, perché è uno dei più grandi strumenti di democrazia e oggi anche un baluardo strategico di sicurezza”.

Il nuovo Comitato di presidenza, composto oltre che dai vicepresidenti, anche da Pietro Baldrighi per l’Area Nord, Francesco Marconi per il Centro e da Angelo Raffaele Greco per l’Area Sud, continuerà a puntare su formazione, innovazione e rappresentanza, investendo in particolare nello sviluppo delle competenze manageriali e legate alla rappresentanza sindacale dei giovani imprenditori agricoli. Centrale sarà anche il lavoro in sinergia con Confagricoltura e ANPA per proseguire nel consolidamento di un solido patto generazionale in agricoltura.

In Italia i giovani imprenditori agricoli sono il 7,5%, una percentuale più bassa rispetto a quella degli altri Paesi europei, da qui la necessità di politiche che incentivino il ricambio generazionale.

19/12/2025
Manovra: 1,3 miliardi per incrementare le risorse di Transizione 4.0

Nell’iter della Manovra 2026, tra le tante pieghe degli emendamenti del 15 dicembre, presentata come rifinanziamento del credito d’imposta Transizione 4.0, è spuntata una dotazione indicata pari a 1,3 miliardi. Una buona notizia, almeno in parte, se non fosse per due paletti molto molto stringenti, che complicano non poco le cose: copertura solo per investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025 e fruizione esclusivamente nel 2026 tramite compensazione in F24.

In pratica, l'emendamento cosi scritto non va a riaprire una finestra per nuovi investimenti futuri, ma di fatto si limita a "gestire" un’esigenza di copertura finanziaria e di certezza per investimenti già fatti o in chiusura entro fine 2025 per i quali le risorse stanziate sono state esaurite a novembre.

Visto che il perimetro è ancorato agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, chi ha già impegnato capitali in beni 4.0 non viene lasciato scoperto però non si crea un incentivo a programmare investimenti nel 2026.

A questo punto la prova temporale dell’investimento diventa ancora più determinante. Non basta la firma di un ordine o la pianificazione, conta quando l’investimento è considerato effettuato secondo le regole civilistiche e fiscali applicabili, e cioè acquisto, consegna/accettazione, entrata in funzione, interconnessione per il 4.0.

La seconda regola di questa "nuova" Transizione 4.0 2026, la fruizione solo nel 2026 e solo in compensazione con F24, è tecnicamente molto impattante. Per il credito Transizione 4.0, la regola generale è già quella dell’utilizzo esclusivo in compensazione tramite modello F24, ma la fruizione verrà compressa nell’anno 2026 e quindi occorre una pianificazione dei flussi molto precisa.

L’azienda agricola non avrà più la possibilità di distribuire l’effetto su più esercizi, ma dovrà avere capienza di tributi e contributi compensabili nel 2026, pena il rischio di non riuscire a consumare il credito in tempo.