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ANNO
2025
ANNO 2025 - NUMERO 73
05/12/2025
Tea: accordo decisivo per il futuro del settore primario

Ha avuto esito positivo la discussione in seno al Trilogo, il negoziato interistituzionale informale tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, che ha portato al raggiungimento di un accordo provvisorio sul regolamento per le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), meglio note in Italia come TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita). L'intesa segna un punto di svolta fondamentale per l'agricoltura europea, stabilendo un quadro legislativo chiaro che punta a migliorare la competitività del settore agricolo.

Un aspetto centrale dell'accordo, che recepisce una precisa richiesta di Confagricoltura, riguarda il trattamento delle piante ottenute tramite NGT di categoria 1. Il testo conferma infatti il principio che tali piante sono equiparate a quelle convenzionali e, di conseguenza, non saranno soggette ad alcuna etichettatura specifica. Le autorità nazionali dovranno verificare l'appartenenza alla categoria 1, ma tale controllo non sarà richiesto per le generazioni successive, evitando così inutili complicazioni burocratiche per gli operatori.

Per quanto riguarda le NGT di categoria 2 la Confederazione ribadisce la necessità di mantenere alta l'attenzione affinché tali misure non si traducano in oneri troppo elevati per i produttori. Costi eccessivi o vincoli sproporzionati rischierebbero infatti di disincentivare la coltivazione, vanificando i benefici dell'innovazione; servono linee guida equilibrate per non creare distorsioni nel mercato unico.

L’accordo introduce inoltre importanti garanzie sul fronte della proprietà intellettuale e della trasparenza, rispondendo in questo modo ad alcune preoccupazioni a riguardo.

Confagricoltura, nel sottolineare come questo voto sia anche il frutto del costante lavoro di interlocuzione svolto dalla Confederazione, auspica ora la conferma definitiva dell'accordo nel prosieguo dell’iter legislativo.

05/12/2025
Doppio appuntamento per Confagricoltura: il 10 assemblea generale e il 18 la protesta a Bruxelles

Le risorse proposte dalla Commissione europea per la prossima Pac? Insufficienti. La tutela del mercato europeo dalla concorrenza dei prodotti extra-Ue? Inefficace. Sono nette le parole utilizzate dal presidente di Confagricoltura e del Copa, Massimiliano Giansanti, nell’intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore.

Giansanti spiega i motivi che spingono gli agricoltori a scendere in piazza a Bruxelles il prossimo 18 dicembre per protestare contro l’impostazione che la Commissione von der Leyen ha dato alla Pac e al prossimo budget europeo.

Secondo Giansanti “serve una politica agricola comune che metta al centro i temi della produttività, della competitività e dell'innovazione. Le risorse – dice – devono essere indirizzate agli agricoltori professionali: ancora oggi in Italia il 50% delle aziende agricole che percepiscono la Pac non hanno la partita Iva. Non riesco a capire come sia possibile mettere sullo stesso piano un imprenditore professionale con uno che lo fa il sabato e la domenica. Per fare tutto questo servono poi più risorse, non certo un taglio come quello proposto dalla Commissione Ue”.

Il presidente di Confagricoltura, che mercoledì 10 dicembre terrà la sua assemblea nazionale al Teatro Argentina di Roma, sposta poi l'attenzione sulla questione della reciprocità negli accordi internazionali: “Se è vero che l'Europa è un continente orientato all'export, è altrettanto vero che oggi l'Ue non può diventare il mercato aperto a tutti, senza limitazioni”.

Giansanti evidenzia l'importanza delle filiere: “Credo nella loro centralità. Oggi il mercato ci chiede che in campo giochino i grandi campioni. Da una parte, quindi, dobbiamo lavorare per aggregare, passando dalla logica del frazionamento e del nanismo alla logica del gigante. Dall'altra parte, dobbiamo immaginare modelli che coinvolgano anche la grande distribuzione”.

Infine, un passaggio sui rapporti con l'Esecutivo. Il presidente di Confagricoltura sottolinea che le risorse messe a disposizione dal governo Meloni “saranno nella storia ricordate come risorse significative. Ma chiedere di più alle istituzioni non significa mettere in discussione l'operato. E al governo abbiamo chiesto, nella legge di Bilancio, di incrementare le risorse su Agricoltura 4.0, di tagliare il cuneo previdenziale e di razionalizzare i costi energetici”.

05/12/2025
Riso, riunione della sezione di prodotto, presente anche Natalia Bobba L’accordo del trilogo (Europa) non tutela il settore

Si è riunita nelle scorse settimane, a Casale Monferrato, la sezione di prodotto della risicoltura di Confagricoltura Alessandria, presieduta da Giacomo Pedrola.

Era presente anche la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che ha illustrato le criticità del settore e l’attività dell’Ente Risi.

Se dal punto di vista qualitativo e quantitativo l’annata, nel casalese, è stata buona, il settore risente di un andamento del mercato poco favorevole e della concorrenza da paesi extra Ue che producono ed esportano un prodotto che non rispetta gli standard italiani ed europei.

Del tema si sta discutendo anche a livello internazionale, a proposito dell’introduzione della clausola di salvaguardia. 

In questi giorni, infatti, è stata raggiunta un’intesa tra l’Europarlamento, il Consiglio e la Commissione UE che non protegge i produttori europei da improvvisi e massicci flussi di importazioni e rischia di affossare tutto il comparto.

I produttori chiedono di avere un meccanismo di protezione attivo alla soglia di 200.000 tonnellate, che invece si è chiuso a 562.000. Un risultato che non tutela il settore dall’abbondante import di riso da Cambogia e Myanmar.

L’accordo, sebbene rappresenti un passo avanti, ha inserito una soglia ancora troppo elevata e potenzialmente difficile da attivare, - evidenzia Confagricoltura - lasciando la vigilanza sul mercato al meccanismo di sorveglianza speciale che impegna la Commissione a monitorare e intervenire in caso di rischio di danno per il mercato agricolo europeo.

Ci sono ancora due step in cui è possibile modificare l’intesa: il testo deve infatti passare al voto della Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) e in plenaria al Parlamento europeo.

05/12/2025
Gal Borba: pubblicato il nuovo Bando Progetti Integrati di Filiera (PIF)
05/12/2025
CSR 2023-2027: tutti i bandi della Regione Piemonte aperti

Impianto di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 30/01

L’Azione SRD05.2 Impianto di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) sostiene la realizzazione di piantagioni arboree temporanee con cloni di pioppo, escludendo la pioppicoltura ordinaria (monoclonale), di durata minima pari a 8 anni. Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) costituiti da almeno due cloni di pioppo, di cui almeno uno “a maggior sostenibilità ambientale” (cloni MSA). E’ obbligatorio l’uso di almeno il 20% di cloni MSA sul totale delle pioppelle impiegate.

L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:

a) 80% se si verifica una delle due seguenti condizioni:

- possesso di certificazione per la Gestione Sostenibile delle Foreste (FSC o PEFC);

- impianti con miscuglio clonale E almeno il 50% di piante di cloni MSA sul totale delle piante di cloni di pioppo messe a dimora;

b) 60% in tutti gli altri casi.

L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura. Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

Gli Uffici Zona sono a disposizione per la certificazione PEFC, il cui possesso consente di ottenere un punteggio maggiore in graduatoria e maggiori contributi.

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Impianto di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 30/01

L’Azione SRD05.2 Impianto di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo sostiene la realizzazione di piantagioni arboree temporanee costituite da latifoglie, con funzioni sia ambientali che produttive (produzione di legname di pregio per l’industria), di durata minima pari a 15 anni.

L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:

a) 100% per gli Enti pubblici o di diritto pubblico

b) 80% per gli imprenditori agricoli e gli altri soggetti privati

L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura. Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

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Impianto di imboschimento naturaliforme su superfici agricole (SRD05.2) - Scadenza 30/01

L’Azione SRD05.1 “Impianto di imboschimento naturaliforme su superfici agricole” sostiene la realizzazione di impianti naturaliformi con finalità multiple (ambientali, paesaggistiche, socio-ricreative, produttive), realizzati utilizzando specie forestali arboree e arbustive autoctone di origine certificata, anche micorizzate, adatte alle condizioni ambientali locali, al fine di creare nuove superfici forestali permanenti. Il bando prevede il finanziamento di impianti di bosco permanente, con l’obiettivo di ricostituzione del bosco planiziale. La finalità è la creazione di popolamenti forestali naturaliformi (per composizione, struttura e densità), polifunzionali e permanenti (cioè non più passibili di trasformazione d’uso del suolo), da gestire e porre in rinnovazione con le tecniche della selvicoltura naturalistica.

L’aliquota di sostegno è pari al 100% della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale. L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura. Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

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Miglioramento della coesistenza tra l'agricoltura, gli allevamenti e la fauna selvatica (SRD04.D) - Scadenza 31/03

Il sotto–intervento D sostiene investimenti per migliorare la coesistenza tra agricoltura, allevamenti e le specie di interesse comunitario tutelate dalla Dir. 92/43/CEE (Lupo, Lince, Orso bruno e Sciacallo dorato).

A titolo esemplificativo, è prevista la realizzazione dei seguenti investimenti:

  • recinzioni fisse o mobili, elettrificate o senza protezione elettrica, per la protezione degli animali dalla fauna selvatica durante il ricovero notturno;
  • alloggi (micro-unità abitative) per il personale di custodia degli animali al pascolo;
  • acquisto di cani da guardiania;
  • altri sistemi di dissuasione acustici/luminosi antintrusione da fauna

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05/12/2025
Corso di formazione di 150 ore Giovani e Nuovi Agricoltori

Si segnala che sono aperte le iscrizioni per il corso di formazione da 150 ore per Giovani e Nuovi agricoltori che inizierà a fine gennaio 2026.

I destinatari del corso sono gli agricoltori di età compresa fra i 18 e i 40 anni (giovani agricoltori) e fra i 41 e i 60 anni (nuovi agricoltori) che siano in possesso del titolo di scuola secondaria di secondo grado non agricolo, comprese le qualifiche professionali conseguite con percorsi formativi di durata almeno triennale, residenti in regione Piemonte, che hanno appena aperto un’azienda agricola come titolari.

Il corso è riservato principalmente agli agricoltori che non sono in possesso dei titoli formativi elencati nel D.M. MASAF n. 0660087 del 23.12.2022 e che non hanno un'esperienza lavorativa di durata almeno triennale in ambito agricolo (riscontrabile da specifica posizione previdenziale presso l’INPS) e che attingeranno a nuovi titoli PAC dalla riserva nazionale e faranno richiesta, con la Domanda Unica 2026, per il sostegno accoppiato destinato ai giovani agricoltori che si insediano per la prima volta come titolari di azienda, come da Reg. (UE) 2021/2115 (art. 30).

Il corso è altresì necessario per coloro che hanno aderito a misure del Complemento di Sviluppo Rurale di Regione Piemonte relativo alla programmazione 2023/2027 ove il bando lo preveda espressamente.

Si evidenzia inoltre che le iscrizioni sono aperte anche a giovani agricoltori in fase di insediamento interessati ad approfondire gli argomenti del corso, anche ai fini dell'ottenimento della qualifica professionale e fermo restando che i posti disponibili saranno riservati in via prioritaria a coloro che rientrano nelle casistiche precedenti.

Per maggiori informazioni sul corso CLICCA QUI 

 

 

05/12/2025
Pagamento saldi PAC 2025

La Circolare AGEA n. 94143 del 21 novembre 2025 disciplina il pagamento dei saldi della PAC relativi alla campagna 2025, erogabili a partire dal 1° dicembre 2025.

Nella circolare viene specificato che i valori potranno subire variazioni in fase di chiusura della campagna dei pagamenti 2025 sulla base di aggiornamenti istruttori.

Pertanto, al fine di garantire il rispetto dei plafond, in via prudenziale e cautelativa si applica un tasso di riduzione stimato nel 3% ai pagamenti del sostegno di base al reddito per la sostenibilità (titoli) relativi al saldo della domanda unificata 2025.

Rimangono esclusi dal pagamento dei saldi gli interventi del sostegno accoppiato zootecnico, per i quali le condizioni di ammissibilità possono maturare fino al 31 dicembre 2025.

Per quanto riguarda l’ecoschema 1, al momento non è ancora stato possibile calcolare l’importo unitario erogabile, non essendo stati resi disponibili da tutti gli Organismi Pagatori i dati delle UBA (Unità bovine adulte). Pertanto, per tale ecoschema l’importo sarà comunicato successivamente.

Per gli interventi relativi all’ecoschema 1 e al sostegno accoppiato del settore pomodoro da trasformazione, semi oleosi (colza e girasole), agrumi e olio d’oliva è previsto un meccanismo di cautela per garantire l’esecuzione di eventuali recuperi tramite compensazione dal pagamento del saldo dovuto per la domanda unificata 2025, che prevede:

  • per gli agricoltori che hanno percepito anticipi per tali interventi, la permanenza della cautela adottata nella fase di anticipo ai fini del pagamento dei saldi;
  • per gli agricoltori che in fase di anticipo non hanno ricevuto alcun importo per tali interventi, la possibilità di erogare il pagamento relativamente al sostegno di base al reddito per la sostenibilità (titoli) e al sostegno redistributivo, secondo le percentuali e gli importi definiti dalla circolare.

Per gli interventi per i quali l’importo unitario calcolato risulta superiore all’importo unitario massimo previsto dal PSP, l’importo erogabile è pari all’importo massimo previsto dal PSP.

Per quanto attiene la Domanda Unica, Confagricoltura Piemonte ha scritto all’assessore Paolo Bongioanni per ribadire la necessità che le aziende che hanno aderito ricevano entro la fine dell’anno almeno un acconto. Pur avendo presentato correttamente tutta la documentazione richiesta, nei tempi previsti, gli acconti non sono ancora stati erogati.

La causa, non imputabile alla presentazione delle domande, è stata individuata nella presenza di anomalie riconducibili sia agli esiti dei monitoraggi satellitari non pervenuti, sia a scostamenti elevati di superfici che ARPEA, in collaborazione con AGEA, sta in questo momento ancora processando (istanze di riesame) dato l’elevatissimo numero di incongruenze sorte con l’utilizzo della carta dei suoli.