Agriturist, la prima associazione del comparto, ha festeggiato i primi 60 anni il 18 novembre a Borgo Pallavicini Mori e il 19 novembre a Palazzo della Valle a Roma, con un partecipatissimo convegno durante il quale è stata ripercorsa la storia di 60 anni di turismo rurale, ma è stata anche analizzata la situazione attuale, con punti di forza e di debolezza del settore.
“Le nostre strutture valorizzano il territorio offrendo fattorie didattiche, fattorie sociali e vendita diretta di prodotti tipici. – afferma il presidente di Agriturist, Augusto Congionti - Questo connubio unico rende l’agriturismo italiano un modello ineguagliabile a livello internazionale. Inoltre, molti agriturismi adottano pratiche sostenibili, come l’utilizzo di energie rinnovabili, il fotovoltaico e le biomasse, e promuovono il recupero dei materiali nella ristorazione. Per crescere, tuttavia, è necessario un maggiore sostegno da parte delle istituzioni, soprattutto in termini di semplificazione normativa e riduzione degli ostacoli burocratici".
L’agriturismo vale quasi 2 miliardi di euro, confermandosi un settore centrale per l’economia rurale italiana. Il turismo rurale, con 1.934 milioni di euro correnti di valore della produzione (+3,3%% rispetto al 2023, + 63% sul 2015), comprese le attività ricreative e sociali, fattorie didattiche e altre attività minori, rappresenta il 37,7% del valore delle attività secondarie con un incremento ulteriore rispetto all’anno precedente, confermandosi al secondo posto tra le attività secondarie in agricoltura, dopo le energie rinnovabili.
Oggi Agriturist si trova di fronte a una nuova frontiera: in molte situazioni non basta più offrire un letto e una colazione genuina. Servono connessioni web ad alta velocità, spazi di coworking rurali attrezzati, servizi che permettano di conciliare produttività lavorativa e qualità della vita. L'agriturismo del futuro è un hub dove il confine tra vacanza e quotidianità si sfuma, dove si può partecipare a una videoconferenza e, ad esempio, vendemmiare, dove le famiglie possono trasferirsi per mesi anziché per giorni.
“Il turismo esperienziale e rurale ora deve affrontare diverse sfide – conclude Congionti – come la necessità di infrastrutture adeguate, il rischio di sovraffollamento e la difficoltà di mantenere un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Ci sono poi i temi della comunicazione efficace, dell’uso delle tecnologie digitali per raggiungere il pubblico giusto e della formazione degli addetti per un dialogo proficuo con le altre realtà dei territori, per promuovere pacchetti esperienziali personalizzati”.
“Oggi l’agricoltura non è solo produzione di beni primari, ma anche di beni energetici e accoglienza. In questo percorso si inserisce la valorizzazione delle aree interne, che è una delle missioni più alte che Agriturist ha portato avanti nel tempo” ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in chiusura dei lavori.
Erano presenti per la nostra provincia Vittorio Giulini, presidente Agriturist, Rosanna Varese, vice presidente, Maria Rosa Carlevato e Marzia Buffarello, il direttore provinciale di Confagricoltura Alessandria Cristina Bagnasco. Per Asti era presente Maria Pia Lottini.