Confagricoltura Alessandria, con Confagricoltura Piemonte, torna a chiedere alle istituzioni, partendo dalla Regione Pimonte, di avviare piani di contenimento mirati e, dove necessario, azioni di selezione controllata dei lupi.
E’ noto come, negli ultimi anni, la presenza del lupo nei nostri territori sia aumentata in modo significativo, estendendosi ben oltre le aree montane. Oggi, gli attacchi a greggi e mandrie si verificano anche in pianura, spesso a poche centinaia di metri dalle stalle, talvolta persino all’interno dei recinti.
Ogni predazione può significare la perdita di più capi. Ma gli effetti indiretti sono ancora più pesanti: animali in stato di stress, aborti spontanei, mastiti dovute alla mancata mungitura e calo della produzione di latte. Gli allevatori, già provati da costi crescenti e margini ridotti, si trovano a lavorare in condizioni sempre più difficili e, in alcuni casi, anche pericolose.
In alpeggio, poi, i cani da guardiania, seppur utili, non sono sempre utilizzabili, soprattutto in zone turistiche dove possono rappresentare un rischio per le persone. I dissuasori acustici e la presenza umana non sembrano più intimorire questi predatori.
La tutela della fauna selvatica è fondamentale, ma non può avvenire a scapito di chi garantisce cibo, lavoro e presidio del territorio.
L’Unione Europea ha recentemente declassato il lupo da “specie strettamente protetta” a “specie protetta”, aprendo la strada a una maggiore flessibilità nella gestione. È fondamentale che anche l’Italia recepisca al più presto questa indicazione, adottando norme più efficaci per contenere la popolazione di lupi e tutelare le imprese agricole.
Confagricoltura chiede pertanto alle istituzioni regionali e nazionali di attivarsi con urgenza, anche in collaborazione con altre Regioni, per avviare piani di contenimento mirati e, dove necessario, azioni di selezione controllata anche per prevenire l’abbandono delle aree rurali e prevenire problemi di sicurezza anche nelle zone di pianura.