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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 114
28/08/2026
Lavoro, al meeting di Rimini incontro tra il Presidente dell’INPS Fava e il dg di Confagricoltura Caponi

La prima associazione datoriale agricola e l’istituto nazionale di previdenza dialogano al Meeting di Rimini sul lavoro e le sfide del settore primario. Il presidente dell’INPS Gabriele Fava e il direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi sono stati protagonisti di un incontro, nello stand confederale al Meeting, sui temi della crescita e del futuro del Paese partendo dal lavoro e dai giovani. 

Un dialogo da cui sono scaturite proposte di rafforzamento della collaborazione tra le due realtà istituzionali, che già hanno un solido rapporto su questi temi, ma che ora lo consolidano attraverso una visione comune tesa a valorizzare il “buon” lavoro, la stabilità del rapporto tra impresa e addetto, e una corretta narrazione del settore agricolo.  

“Studiando diversi sistemi di protezione sociale - ha affermato Fava - abbiamo individuato che cosa serve al Paese per il suo sviluppo e per il benessere dei cittadini: è dal lavoro che parte tutto. Fondamentale, dunque, è fare gioco di squadra con le imprese".

Dalla teoria alla pratica, la roadmap passa da un sistema premiante per le imprese “sane” che assumono manodopera regolare, per chi innova, valorizza i giovani e investe nella sicurezza dei lavoratori, a un’intelligence mirata per le attività ispettive.

"Le priorità delle imprese agricole oggi riguardano la gestione del rischio e la manodopera, con le figure professionali adeguate all’attuale lavoro nelle aziende del nostro settore. Insieme all’INPS sono stati fatti grandi passi avanti sulla questione del costo del lavoro. – ha sottolineato Caponi – È importante ora rendere il comparto più attrattivo e stabilizzare l'occupazione. Su questo aspetto siamo fortemente impegnati e siamo soddisfatti che nel contratto nazionale del lavoro firmato a fine maggio abbiamo introdotto importanti novità che vanno in questa direzione”.

28/08/2026
La vendemmia iniziata con largo anticipo rispetto all’usuale è in pieno svolgimento

La qualità dell’uva è generalmente ottima, grazie all’andamento climatico dell’annata, che, pur caratterizzato, come evidente a tutti, da temperature medie elevatissime, con ondate di calore che si sono ripetute quasi senza soluzione di continuità dalla tarda primavera fino ad oggi, accompagnate da estrema scarsità di precipitazioni, ha consentito una sanità del prodotto assoluta e un ottimo contenuto zuccherino.

La scelta del momento ottimale di raccolta e di avvio alle fasi di lavorazione delle uve, che rappresenta sempre una sfida per il viticoltore alla ricerca del giusto equilibrio fra quantità e qualità del prodotto, appare in questa campagna particolarmente delicata, proprio per la concomitanza di maturazione dei vari vitigni che si sta concentrando in un periodo abbastanza ristretto rispetto alle stagioni normali. A questa contrazione del periodo ottimale di raccolta si accompagna il fenomeno della scarsità di manodopera minimamente specializzata, sempre più grave e solo attenuato dal ricorso alla vendemmia meccanizzata alla quale sempre più aziende sono costrette a ricorrere.

Ad oggi sono state raccolte le uve che andranno a produrre le basi per gli spumanti, buona parte delle uve aromatiche come Moscato e Brachetto mentre per le varietà a bacca bianca come Cortese e Timorasso siamo nelle fasi iniziali.

Per le cultivar a bacca nera si stanno vendemmiando quelle a maturazione più precoce e le posizioni più assolate mentre per le restanti si attende per sfruttare le piogge della scorsa settimana che hanno rappresentato un vero toccasana per le uve di molti vigneti.

Purtroppo non si può non sottolineare che a fronte dell’ottima qualità del prodotto, ottenuta grazie a pesantissimi sforzi organizzativi ed economici, i prezzi di vendita delle uve permangono bassi e totalmente insoddisfacenti per le aziende, le quali in parecchi casi a fine campagna non vedono premiata la loro fatica da un minimo riscontro economico.

Pur nella dovuta indipendenza della formazione dei prezzi in un libero mercato, è fondamentale che tutte le parti in causa si adoperino per migliorare la situazione, portando idee nuove ed evitando irrigidimenti che potrebbero causare, in un prossimo futuro, crisi esiziali per l’intero settore.