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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 112
07/08/2026
Siccità: il Piemonte avvia le procedure per lo stato di calamità naturale

Dopo la dichiarazione dello stato di Emergenza regionale, la Regione Piemonte ha avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale, che consentirà l’attivazione delle misure previste dal Fondo di solidarietà nazionale a favore delle imprese agricole.  

La richiesta al presidente Alberto Cirio e all’assessore Paolo Bongioanni di attivarsi per il riconoscimento dello stato di calamità è arrivata da Confagricoltura Piemonte, con una lettera indirizzata al Palazzo della Regione.

Le precipitazioni molto inferiori alla norma, associate alle temperature eccezionalmente elevate e al rapido esaurimento delle riserve idriche superficiali, stanno determinando pesanti ripercussioni sull’intero settore agricolo piemontese. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po ha classificato l’intero bacino in condizioni di severità idrica alta.

È indispensabile avviare rapidamente tutte le procedure previste dalla normativa nazionale affinché le imprese possano ottenere risposte concrete in tempi compatibili con la gravità della situazione.

È presto per stilare un bilancio definitivo, ma stando alle prime stime attendibili che abbiamo raccolto dei nostri tecnici, il danno complessivo per il settore primario piemontese potrebbe aggirarsi attorno ai 2 miliardi di euro, ha rilevato il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia.

Secondo Arpa Piemonte, nel mese di luglio le precipitazioni sul bacino piemontese del Po sono risultate inferiori di circa il 54% rispetto alla media, mentre le risorse idriche superficiali immagazzinate presentano un deficit del 62%. Le portate dei corsi d’acqua registrano in numerosi casi riduzioni comprese tra il 60 e il 90%. A questo si aggiunge un quadro climatico eccezionale: luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo della serie storica regionale e il bimestre giugno-luglio il più caldo mai registrato in Piemonte.

Da considerare anche i danni al settore bovini: le elevate temperature causano una riduzione nella crescita degli animali e aumentano il rischio di incidenza di malattie, come la polmonite. 

L’organizzazione chiede inoltre indicazioni chiare per il riconoscimento della causa di forza maggiore nell’ambito della PAC e del Complemento di sviluppo rurale, evitando che le aziende vengano penalizzate per impegni resi impossibili dalle condizioni meteorologiche.

07/08/2026
In arrivo i primi anticipi Pac 2026

Ai sensi del Reg. (UE) n. 2026/1768 del 14 luglio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 21 luglio 2026, è stata introdotta una disciplina più flessibile sui pagamenti degli anticipi in risposta all’aumento dei prezzi dei concimi dovuto alla crisi in Medio Oriente. Infatti, tale disciplina – tenendo conto dell'esposizione al rischio finanziario degli agricoltori, che rende l'attuale livello degli anticipi non più sufficiente nel contesto nazionale, e al fine di sostenere gli agricoltori con problemi di liquidità – modifica le aliquote massime per gli anticipi per i pagamenti diretti di cui al Reg. (UE) n. 2021/2116, in modo da consentire il pagamento di un'aliquota più elevata per l’anno di domanda 2026. Viene pertanto aumentata l'aliquota massima degli anticipi per i pagamenti diretti dal 70% al 75%.

Tale regolamento, inoltre, consente agli Stati membri, sempre per l'anno di domanda 2026, di erogare gli anticipi in questione anteriormente al 16 ottobre 2026. 

Stanno quindi arrivando gli anticipi della Domanda Unica PAC 2026. Dopo l’avvio dei pagamenti da parte di AGEA, iniziato il 26 luglio, anche gli Organismi pagatori regionali, tra cui ARPEA, stanno procedendo alle prime liquidazioni proprio in questi giorni e comunque entro il mese di agosto.

Le aziende agricole piemontesi che riceveranno un anticipo, stimato in 93 milioni e 250mila euro, saranno 25.500.

Le istruzioni operative pubblicate da ARPEA disciplinano le modalità di calcolo degli anticipi per il sostegno di base al reddito (BISS), il sostegno redistributivo (CRISS) e il premio giovani agricoltori (CIS-YF).

Potranno essere pagate le aziende che hanno superato i controlli amministrativi e satellitari e non presentano anomalie bloccanti. Restano escluse dal pagamento le aziende con debiti verso ARPEA o altre condizioni ostative previste dalla normativa.

Per la generalità delle imprese l’anticipo sarà pari al massimo al 75% dell’importo spettante, mentre in alcuni casi relativi alle superfici a pascolo, in attesa del completamento delle verifiche, l’anticipo sarà limitato al 50%.

Gli importi erogati costituiscono un anticipo e potranno essere ricalcolati al momento del saldo definitivo.

07/08/2026
Rifiuti agricoli: sempre maggiore attenzione allo smaltimento corretto

Le norme in vigore da parecchio tempo stabiliscono che i rifiuti prodotti nello svolgimento di attività produttive sono considerati “rifiuti speciali”; la classificazione di rifiuti si suddivide in rifiuti non pericolosi, e rifiuti pericolosi.

Anche i rifiuti provenienti dall’attività agricola sono rifiuti speciali. Sono classificati non pericolosi i rifiuti plastici – come ad esempio le manichette di irrigazione, i teli di pacciamatura, le reti e gli spaghi plastici per imballatrici, i sacchi vuoti di fertilizzanti – mentre sono classificati pericolosi i contenitori vuoti di fitofarmaci (anche se perfettamente lavati e condizionati), gli agrofarmaci scaduti o revocati, gli oli, i filtri, le batterie, gli stracci contaminati da sostanze pericolose ecc. A prescindere dalla pericolosità, i rifiuti devono essere raccolti e conservati con particolare attenzione; lo smaltimento deve avvenire, a scelta del produttore, entro 365 giorni dalla loro produzione e il destino dello smaltimento può essere il riutilizzo o il recupero.

Nella nostra Provincia è attivo un sistema di raccolta dei rifiuti agricoli che prevede, per il massimo rispetto delle attuali normative, un ritiro presso la sede aziendale dei rifiuti prodotti dall’azienda, stipulando convenzioni con ditte che assicurano un ottimo servizio, costi contenuti, perfetta applicazione delle normative vigenti e l’organizzazione della raccolta aziendale come “circuito organizzato di raccolta”.

Grazie al “circuito organizzato di raccolta” gli adempimenti a carico delle imprese agricole (tali, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile) sono alquanto semplificati:

  • la compilazione dei Formulari di Raccolta (FIR) è a carico della ditta che viene a ritirare i rifiuti;
  • il Registro di Carico e Scarico per la registrazione delle movimentazioni dei rifiuti prodotti è sostituito dalla conservazione in ordine cronologico di tutti i FIR;
  • la compilazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (il MUD) vede esonerate le imprese come pure l’adesione al RENTRI (il sistema di tracciabilità dei rifiuti).

Non ci stancheremo mai di ricordare, e con forza, che si deve sempre evitare l’adozione di sistemi “fai da te” adoperando mezzi … “artigianali” (quali abbandono, interramento, fuoco, ecc.) nel tentativo di azzerare o ridurre le quantità prodotte. Non solo non sono sistemi accettabili sotto il profilo ambientale, igienico sanitario (le emissioni di gas pericolosi in caso di combustione sono elevatissime) ed agricolo (le plastiche nel suolo non si degradano per secoli), ma rappresentano un elevato rischio di sanzioni amministrative e di natura penale.

Infatti:

-           La sanzione per la combustione dei rifiuti è punita con la reclusione da 2 a 5 anni in caso di incendio di rifiuti non pericolosi (manichette, plastiche ecc), e la reclusione da 3 a 6 anni nel caso di rifiuti pericolosi

-           L’interramento illecito dei rifiuti non pericolosi da parte di titolari di imprese o enti è punito con l'arresto da 6 mesi a 2 anni o ammende da 3.000 a 27.000. Se l'interramento provoca un pericolo concreto per la salute, l'aria, l'acqua o il suolo, le pene aumentano. Éinoltre prevista la confisca del mezzo di trasporto utilizzato e dell'area impiegata per l'illecito. Nel caso di rifiuti pericolosi, la pena aumenta con la reclusione da 1 a 5 anni, che viene ulteriormente aumentata da 2 anni a 6 anni e 6 mesi in presenza di pericolo per la salute, l'ecosistema o se il fatto avviene in aree già contaminate

-           L’abbandono di rifiuti non pericolosi posto in essere da titolari di imprese o responsabili di enti è punito con l’arresto da 6 mesi a 2 anni o un’ammenda da euro 3.000 a 27.000

Nel caso di rifiuti pericolosi la reclusione prevista è da 1 a 5 anni e 6 mesi per l’abbandono semplice, e da 2 a 6 anni e 6 mesi se sussistono i pericoli o le circostanze aggravanti sopra indicate.

-           Il trasporto dei propri rifiuti speciali alle oasi comunali è proibito, come pure il trasporto presso ditte autorizzate a meno che l’azienda agricola non sia iscritta all’albo dei gestori ambientali e gli automezzi siano autorizzati al trasporto. L’azienda dovrà in tal modo provvedere personalmente alla compilazione del formulario di identificazione del rifiuto. Senza l’iscrizione all’albo, le sanzioni sono estremamente pesanti.

Ci permettiamo, quindi, ancora una volta, ad invitare gli associati a provvedere allo smaltimento dei rifiuti nell’unica modalità corretta.

I direttori di zona e i tecnici hanno le necessarie conoscenze per consigliare a quali ditte conferire i rifiuti, e anche l’adesione al circuito organizzato di raccolta provinciale.

07/08/2026
Aperto il bando 2026 per il Credito di conduzione

 Il Settore Strutture delle imprese agricole ed agroindustriali ed energia rinnovabile ha approvato il bando relativo alla Concessione di contributi a copertura degli interessi su prestiti a breve termine contratti da imprenditori agricoli singoli ed associati per l’anno 2026.

Gli interventi proposti ricalcano gli interventi degli anni precedenti e perseguono l’obiettivo generale di favorire l’accesso al credito delle imprese e di disporre della sufficiente liquidità per conseguire la produzione.

Le risorse disponibili consentono prioritariamente il rinnovo dei prestiti contratti l’anno precedente. Per dare continuità ad interventi a copertura degli interessi sostenuti da imprese agricole singole ed associate (quali anche cooperative) per esigenze di conduzione aziendale, per l’anno 2026, sono state destinate risorse pari € 1.850.000,00.

Per le piccole e medie imprese (PMI) condotte da imprenditori agricoli singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli, l’importo del prestito di conduzione ammissibile a finanziamento dovrà essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 ed un massimo di € 80.000,00; per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento ed in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

Il contributo regionale sugli interessi sostenuti da imprese singole e associate per esigenze di conduzione aziendale, è pari a 2% per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina; 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. La domanda di sostegno deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il servizio "Prestito di conduzione (NEMBO)".

Il bando destinato a imprenditori agricoli singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre il bando riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

07/08/2026
Bando insediamento Giovani, proroga dell’apertura al 2 ottobre

Al nuovo bando per l’insediamento dei giovani in agricoltura e la creazione di nuove aziende agricole under41 è stata assegnata la dotazione di 20 milioni di euro, quasi doppia rispetto agli 11,6 milioni del bando precedente.

Il premio di insediamento, finanziato dal Complemento regionale per lo Sviluppo rurale (CSR) del Piemonte 2023-2027, viene erogato a fondo perduto e per poterne beneficiare si dovrà presentare un dettagliato piano aziendale. L’ammontare sarà il seguente:

  • in caso di impresa individuale 45.000 euro (con una maggiorazione di 10.000 euro se avviene in zona di montagna);
  • in caso di insediamento congiunto di due giovani soci 35.000 euro per ciascun giovane (con una maggiorazione di 8.000 euro se avviene in zona di montagna);
  • in caso di insediamento congiunto di tre, quattro o cinque giovani 30.000 euro per ciascun giovane (con una maggiorazione di 5.000 euro ciascuno se in zona di montagna)

L'apertura del bando è stata prorogata al 2 ottobre 2026.

In soli due anni la dotazione regionale per i giovani agricoltori è passata da 400mila euro a 20 milioni, oltre ai bandi per l’agricoltura di precisione e innovativa cui possono partecipare anche i giovani già beneficiari degli altri bandi. L’ultimo ha consentito la partenza di 299 aziende agricole under 41, facendo crescere il numero complessivo di 444 unità (dalle 5.902 del 2023-24 alle 6.346 del 2025, con una crescita del 7,5% e un’incidenza del 15% sul totale delle imprese agricole piemontesi).

07/08/2026
Luglio e agosto trainano l'estate della vacanza in campagna. Settembre promettente

Un luglio che ha confermato la forte attrattività delle vacanze in campagna, un agosto che si annuncia molto positivo e un settembre che registra già segnali incoraggianti nelle prenotazioni. È un'estate all'insegna dell'ottimismo per gli agriturismi, sostenuti da una domanda che continua a premiare la qualità dell'accoglienza rurale, la varietà delle esperienze offerte e la valorizzazione delle eccellenze locali.

Dalle colline fino alle campagne, il turismo esperienziale si conferma una delle formule più apprezzate da italiani e stranieri in cerca di relax, contatto con la natura e buona cucina.

"Le prenotazioni registrate finora ci restituiscono un quadro positivo e confermano la solidità dell'attrattività degli agriturismi italiani – dichiara Lorenzo Morandi, presidente di Agriturist Piemonte -. È il riconoscimento del lavoro svolto dagli agriturismi nel proporre un'accoglienza di qualità, con servizi sempre più in linea con le aspettative di chi cerca benessere, sostenibilità, e ama scoprire le tradizioni locali. Non a caso, l'80% degli ospiti indica proprio questi elementi tra le principali motivazioni di scelta."

Quest’anno le rilevazioni dell’associazione di Confagricoltura indicano infatti una buona performance delle strutture, con una domanda orientata verso soggiorni che integrano ospitalità e possibilità di attività esperienziali, come le visite in cantina con degustazioni guidate (25%), escursioni (18%), attività per bambini, sport come trekking, cicloturismo. A influire sulle scelte dei turisti è anche il caldo sempre più intenso, che favorisce soggiorni, anche brevi, in collina e montagna e una maggiore propensione a viaggiare fuori dai periodi di picco, che influenzano anche le scelte delle destinazioni. “Il mese di luglio è stato positivo e anche le prenotazioni per agosto e settembre evidenziano un buon andamento anche se resta l’incognita delle prenotazioni last minute, in crescita nei mesi di agosto e settembre” – aggiunge Vittorio Giulini, presidente di Agriturist Alessandria.

Agriturist in questi giorni sta seguendo con attenzione la messa in atto dei provvedimenti in materia di sicurezza delle piscine, un tema particolarmente rilevante per le molte aziende agrituristiche che offrono questo servizio ai propri ospiti: "La sicurezza delle persone nelle nostre strutture è e resta una priorità assoluta - sottolinea il presidente nazionale Congionti – Per questo chiediamo che l'applicazione delle nuove norme sia accompagnata da tempi di adeguamento compatibili con l'operatività delle imprese, soprattutto in una fase delicata come questa, in cui gli agriturismi sono impegnati a pieno regime nell'accoglienza estiva.”