Il settore sta attraversando un periodo di forte cambiamento. Le proposte, di seguito esposte, vanno lette nel contesto nazionale, fermo restando che ogni area geografica ed ogni produzione ha caratteristiche ed esigenze differenti di cui occorre tenere conto.
I punti salienti
- Si registra una riduzione dei consumi, soprattutto di vino rosso e di fascia bassa
- Necessità di ristrutturare il settore, riducendo le produzioni meno redditizie e investendo in innovazione e qualità
- Ruolo fondamentale dell’export, ma con difficoltà crescenti, per alcune produzioni, dovute alla contrazione della domanda internazionale
- Politiche antialcol a livello comunitario ed internazionale
- Impatto dei cambiamenti climatici e delle fitopatie
Si stima un aumento di giacenze nel 2026, rispetto al 2025 (media). In particolare:
3,4% per i vini DOP (con eccezione del rosato, in leggera controtendenza, e di bianchi di pregio come Gavi e Timorasso, per quanti riguarda l’alessandrino)
6,5% per i vini IGP (anche in questo caso, fa eccezione il rosato)
24,8% per i varietali
8,4% per vini da tavola e altri
L’export registra (I trimestre 2026 rispetto al I trimestre 2025) – 8,3% sul valore, - 4% sulla quantità
Confagricoltura propone di agire lungo due direttrici principali:
- Rafforzare il posizionamento competitivo del vino italiano nei mercati nazionali e internazionali difendendo la reputazione e la sua valenza culturale;
- Gestire in modo razionale e mirato l’offerta, così da riportare equilibrio nel mercato e redditività nella produzione.
In particolare si propone di:
1. Potenziare la promozione nei mercati dei Paesi terzi e consolidare la campagna di comunicazione istituzionale nazionale
2. Favorire l’innovazione di Prodotto
3. Riorganizzare le DOP e IGP rivedendo i meccanismi di gestione dei declassamenti ed esuberi
4. Rafforzare il “Pegno Rotativo”
5. Limitare le autorizzazioni a nuovi Impianti
6. In situazioni specifiche: consentire la distillazione di crisi e misure di estirpazione comunque senza attingere alle risorse dei «fondi OCM»
7. Eliminare le deroghe per le rese per i vini non a IG, riportando tutto a 30 t/ha.
8. Incrementare i controlli contro vinificazione di uva da tavola
Da valutare anche il pieno rispetto delle tempistiche per la dichiarazione di vendemmia al fine di assicurare la certezza del dato produttivo.