Le stime per il 2026 indicano un aumento dell’offerta mondiale di frumenti duro di circa 2,7 milioni di tonnellate (+6%). Sebbene i consumi siano previsti in lieve crescita, l’incremento produttivo risulta superiore alla maggiore domanda, determinando un ulteriore aumento delle scorte a livello globale.
Per contro, la produzione europea si prevede subirà un calo del 2% circa, così come in Canada e negli Usa.
In Italia, il prezzo si è stabilizzato, dopo un declino progressivo a partire dal 2022.
I costi dei mezzi tecnici non hanno però seguito un’evoluzione analoga alle quotazioni, rimanendo su livelli elevati. Nel mese di maggio, i costi di produzione del grano duro risultavano ad un livello del 10,5% superiore rispetto al maggio dello scorso anno.
Le proposte di Confagricoltura per sostenere il comparto di frumento duro
Rafforzamento della liquidità delle imprese agricole tramite:
- contributi per la copertura degli interessi sui finanziamenti
- attivazione di cambiali agrarie ISMEA e di contributi a fondo perduto
- sospensione per dodici mesi delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti e rinegoziazione dei prestiti
Rafforzamento dei contratti di filiera
Confagricoltura propone di potenziare i contratti di filiera, attraverso maggiori incentivi economici per gli agricoltori (non erogando quindi gli incentivi a favore degli industriali trasformatori), eliminando il de minimis e consentendo di superare la soglia dei 50 ettari per il contributo. La misura garantirebbe di valorizzare le produzioni agricole di qualità, riconoscere un premio economico ai produttori più virtuosi e garantire maggiore stabilità di quantità e prezzi su un orizzonte pluriennale. Si dovrebbe inoltre limitare l’incentivo ai contratti di filiera al solo frumento duro destinato alle semole ed alla pasta con materia prima 100% italiana.
Incentivi allo stoccaggio. In una fase caratterizzata da elevata volatilità dei prezzi, sarebbe opportuno introdurre incentivi allo stoccaggio, che permetterebbero di conservare il prodotto dopo la raccolta e rinviare la vendita ai momenti più favorevoli del mercato, ridurre la pressione commerciale durante il periodo di raccolta e migliorare la gestione del rischio legato alle oscillazioni dei prezzi.
Modifica delle norme sull'etichettatura. Confagricoltura propone di rivedere la normativa sull'etichettatura della pasta secca al fine di valorizzare maggiormente la materia prima nazionale:
- Prevedendo che l’indicazione del Paese di origine e di lavorazione del grano duro deve essere riportata nel fronte-pacco, con evidenza e con caratteri di dimensione almeno doppia rispetto a quella attualmente prevista.
- Innalzando la soglia minima di frumento duro italiano (dall'attuale 50% al 75%) necessaria per poter riportare in etichetta la dicitura «grano <> più UE o Extra UE»
Ricerca e innovazione varietale. Il cambiamento climatico, con siccità ed eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, sta riducendo rese e qualità del frumento duro e aumentando l'incertezza per le aziende agricole. Per questo Confagricoltura ritiene prioritario investire nella ricerca, nel miglioramento genetico e nelle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), per sviluppare varietà più adatte alle condizioni pedoclimatiche italiane, più resistenti ai cambiamenti climatici e capaci di garantire produttività, qualità e competitività.
Modifica del listino della CUN. Confagricoltura non ha approvato l’attuale formulazione del listino della CUN che occorre rivedere intervenendo sulle voci che individuano alcune tipologie qualitative del prodotto quotato.
Maggiore aggregazione dei produttori. Un ulteriore elemento strategico è favorire l'aggregazione degli agricoltori, che oggi risultano numerosi e frammentati, più deboli rispetto agli acquirenti lungo la filiera. Una maggiore organizzazione consentirebbe di rafforzare il potere contrattuale dei produttori e migliorare l'equilibrio della filiera.