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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 105
28/07/2026
Proposte e richieste di intervento SETTORE RISICOLO

Si terrà il 30 luglio il tavolo interministeriale al quale sarà presente Confagricoltura.

Il settore risicolo italiano sta attraversando una fase particolarmente complessa e delicata.

Nonostante la disponibilità complessiva di prodotto risulti sostanzialmente in linea con quella registrata nella campagna presedente, la ragione di scambio del comparto si è decisamente deteriorata negli ultimi dodici mesi.

I prezzi all’origine del risone continuano infatti a mostrare una progressiva e costante tendenza al ribasso. I costi si sono impennati da inizio anno a causa dell’instabilità geopolitica.

Nel contempo, le importazioni di prodotto dal resto del mondo (India, Vietnam, Myanmar, Pakistan, Paesi Bassi) sono notevolmente cresciute.

Confagricoltura chiede:

  • Rafforzamento dei controlli sulle importazioni. Intensificare i controlli sul riso provenienti dai Paesi extra Ue nei quali sono ancora autorizzati principi attivi vietati nell’Unione Europea, garantendo il rispetto degli stessi standard di sicurezza richiesti ai produttori europei.
  • Valorizzazione del riso aromatico italiano. Promuovere le varietà aromatiche italiane come valida alternativa al basmati importato, attraverso campagne di valorizzazione e la costituzione di un Consorzio del Riso Aromatico Italiano, per rafforzarne l'identità, aumentarne la riconoscibilità presso i consumatori e sostenere una filiera nazionale competitiva e sostenibile.
  • Introduzione di un incentivo ai risicoltori per la stipula dei contratti di filiera e programmazione delle produzioni. Confagricoltura propone di introdurre incentivi a favore degli agricoltori che sottoscrivono i contratti di filiera, in analogia con quanto già previsto per il comparto del frumento duro e per i prodotti che beneficiano degli incentivi del Fondo Sovranità Alimentare, evitando il ricorso al regime de minimis di aiuti di stato e comunque non prevedendo limiti agli ettari ammissibili.
  • La misura garantirebbe di valorizzare le produzioni agricole di qualità, riconoscere un premio economico ai produttori più virtuosi e garantire maggiore stabilità di quantità e prezzi su un orizzonte pluriennale. La introduzione di incentivi ai contratti di filiera deve sposarsi con una strategia di:
  • programmazione delle produzioni, prevedendo che l’industria risiera comunichi in tempo utile (entro gennaio di ogni campagna) le varietà oggetto di maggiore interesse sul mercato e che quindi si può presumere siano maggiormente richieste in maniera da programmare le semine e gestirle con contratti di filiera;
  • promozione delle produzioni nazionali, ad esempio limitando l’incentivo per i contratti di filiera al solo riso destinato alle confezioni di riso con materia prima 100% italiana e collegando ai contratti di filiera l’utilizzo del logo ENR per la valorizzazione della materia prima nazionale in etichetta.
  • Migliorare la etichettatura obbligatoria di origine. Prevedendo nel DM di attuazione che l’indicazione del Paese di origine e di lavorazione del riso deve essere riportata nel fronte-pacco, con evidenza e con caratteri di dimensione almeno doppia rispetto a quella attualmente prevista.
  • Promozione nell’ambito della PAC di pratiche che favoriscono un utilizzo razionale della risorsa idrica in risaia. Orientare verso un uso anticipato (quando c’è maggiore disponibilità) dell’acqua in risaia utilizzando gli incentivi già previsti dalla misura agroclimatico ambientale per le risaie (ACA 22) e anche condizionare il pagamento diretto accoppiato alla sommersione di una percentuale minima di superficie entro una determinata data. Questi sistemi, peraltro facilmente controllabili con sistemi di gestione satellitare, consentono una migliore gestione dei corpi idrici e della biodiversità.
  • Incentivi allo stoccaggio. In una fase caratterizzata da elevata volatilità dei prezzi, sarebbe opportuno introdurre incentivi allo stoccaggio, che permetterebbero di conservare il prodotto dopo la raccolta e rinviare la vendita ai momenti più favorevoli del mercato, ridurre la pressione commerciale durante il periodo di raccolta e migliorare la gestione del rischio legato alle oscillazioni dei prezzi.
  • Maggiore aggregazione dei produttori. Un ulteriore elemento strategico è favorire l'aggregazione degli agricoltori, che oggi risultano numerosi e frammentati, più deboli rispetto agli acquirenti lungo la filiera. Una maggiore organizzazione consentirebbe di rafforzare il potere contrattuale dei produttori e migliorare l'equilibrio della filiera. Si potrebbe ipotizzare un incentivo specifico alla costituzione di nuove OP ed AOP coprendo anche i costi di avviamento e di capitalizzazione delle strutture.
  • Autorizzazione all'impiego dei droni. Accelerare l'iter autorizzativo per l'utilizzo dei droni nella distribuzione di fertilizzanti e prodotti fitosanitari, seguendo l'esempio della Spagna. Questa tecnologia consentirebbe interventi tempestivi anche su terreni sommersi, riducendo gli svuotamenti delle risaie, con benefici agronomici, ambientali (risparmio idrico) ed economici.