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ANNO
2026
ANNO 2026 - NUMERO 104
24/07/2026
Ammissioni aperte alla prima edizione del master in "One health: agricoltura e ambiente"

Il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica (DISIT), ha attivato la prima edizione del master di II livello in "One health: agricoltura e ambiente", per l'anno accademico 2026-2027, in collaborazione con la Fondazione per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico dell'agricoltura piemontese (Agrion) e il contributo di Confagricoltura Alessandria / Senior L’Età della Saggezza ETS.

Il master è rivolto a laureate e laureati magistrali in ambiti quali biologia, biotecnologie, medicina veterinaria, scienze agrarie e ambientali, scienze economiche e giurisprudenza, ed è finalizzato ad acquisire strumenti per l'analisi e la gestione dei sistemi agricoli e ambientali in chiave sostenibile, con attenzione a suoli, acque, biodiversità, sicurezza alimentare e valutazione dei rischi ambientali e sanitari. Le competenze acquisite sono orientate a figure professionali destinate a operare in enti di ricerca e istituzioni per le politiche ambientali, aziende agroalimentari impegnate nella transizione ecologica, enti locali e agenzie per la valutazione del rischio ambientale e sanitario, nonché in attività di consulenza e libera professione nei settori della sostenibilità e della sicurezza alimentare.

Il master ha durata annuale e si svolge in parte online e in parte in presenza, tra dicembre 2026 e dicembre 2027, presso la sede del DISIT in Viale Teresa Michel 11 ad Alessandria.

«L'attivazione del master - dichiara Il direttore del DISIT, professor Guido Lingua - risponde a una sfida urgente della nostra epoca: comprendere e gestire la profonda interdipendenza tra salute umana, benessere animale, sostenibilità dei sistemi agricoli e tutela degli ecosistemi. Tale sfida richiede un approccio multidisciplinare e, per questo motivo, abbiamo voluto articolare un percorso rigoroso che vedrà un corpo docente che va da agronomi, ecologi, biologi e igienisti a giuristi, economisti e sociologi, provenienti da diversi dipartimenti dell'Ateneo (DISIT, DIGSPES, DIMET e DISSTE), oltre che della Fondazione AGRION. Il master, diretto dalla prof.ssa Elisa Gamalero, è stato elaborato su stimolo e con il supporto concreto di Confagricoltura, con l'obiettivo di formare professionisti e decision maker capaci di guardare alla complessità del reale, traducendo i principi della One Health in strategie, normative e modelli agroalimentari sostenibili per la tutela del pianeta e della salute pubblica. Desidero quindi esprimere un profondo ringraziamento alla presidente di Confagricoltura Alessandria, dott.ssa Paola Sacco, per l'interazione che si è sviluppata nel tempo, a partire dal "Food and Science Festival", sino a questo nuovo percorso.»

Il percorso è stato elaborato anche su stimolo di Confagricoltura Alessandria, che sostiene alcune borse di studio destinate ai partecipanti. La presidente, Paola Sacco, ha dichiarato: «Il contributo che Confagricoltura Alessandria mette a disposizione per istituire borse di studio al master di secondo livello è promosso attraverso Senior - L'Età della Saggezza, grazie ai fondi del 5 per mille devoluti dai nostri pensionati. Per noi, imprenditori agricoli, è un ideale passaggio di testimone: vogliamo incentivare le nuove generazioni a investire in formazione, innovazione e ricerca scientifica. Sono tematiche che portiamo avanti da anni al "Food&Science Festival" di Mantova e, ad Alessandria, attraverso i Lab legati alla manifestazione, dove lo scorso anno abbiamo avuto l'onore di annunciare la collaborazione al progetto dell'Università del Piemonte Orientale e con il prof. Guido Lingua. L'agricoltura è un pilastro dell'approccio One Health e questa partnership ci riempie di orgoglio e ci rende ancor più protagonisti di un processo che guarda al futuro».

La domanda di ammissione va presentata entro il 31 ottobre 2026 alle ore 12:00.

Per maggiori informazioni e per conoscere le procedure di ammissione e iscrizione è possibile consultare il link CLICCA QUI  o scrivere a: masteronehealth.agramb@uniupo.it.

 

24/07/2026
Agricoltura sociale: apre il bando nazionale di Confagricoltura, Senior l’Età della Saggezza ETS e Reale Foundation

Si apre l’undicesima edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale”, il bando ideato da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali, che premia i migliori progetti di agricoltura sociale in Italia.

Due le sezioni previste. In quella ordinaria verranno erogati tre premi da 40.000 euro ciascuno. Oltre ai contributi in denaro, a ogni vincitore sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza all’edizione 2027 del Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Nella sezione speciale verrà erogato un premio da 20.000 euro per un progetto dedicato alla gestione e riqualificazione del verde pubblico. Potranno partecipare anche gli enti del terzo settore non agricoli, purché attivi in questo ambito.

Tutti i progetti vincitori dovranno essere realizzati entro il 31 ottobre 2026.

Obiettivo del bando è favorire le attività che l’agricoltura realizza in ambito sociale a vantaggio di individui, famiglie e piccole comunità in condizioni di bisogno e che necessitano di sostegno.

Con questa iniziativa, Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation promuovono e valorizzano le attività delle aziende agricole e delle cooperative sociali, con particolare riferimento alla solidarietà tra le generazioni, all’assistenza sociale e sociosanitaria dei gruppi svantaggiati, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione di chi vive nelle aree rurali.

L’undicesima edizione consecutiva del bando conferma questo impegno e testimonia un investimento che va oltre il sostegno economico: l’azienda che pratica l’agricoltura sociale si confronta con la dimensione etica d’impresa e si responsabilizza nei confronti del territorio, proponendosi come risposta concreta ai bisogni della collettività.

Al bando 2026 possono partecipare imprese agricole e cooperative sociali, anche in associazione con altri attori del terzo settore, purché il progetto preveda come capofila un imprenditore agricolo oppure una cooperativa sociale che svolga attività agricole.

I progetti dovranno essere presentati entro il 26 ottobre 2026, sia via e-mail a coltiviamoagricolturasociale@confagricoltura.it sia con raccomandata A/R a Confagricoltura - Agricoltura Sociale - Corso Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma. La giuria valuterà tutti i progetti pervenuti entro la fine dell’anno. I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia a Roma, a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura. Info:CLICCA QUI .

24/07/2026
Rinnovato il contratto regionale per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte: aumento del 5,4% e nuove tutele per i lavoratori

È stato sottoscritto oggi, nella sede di Confagricoltura Piemonte a Torino, il rinnovo del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte, valido per il quadriennio 2026-2029.

L’intesa, che interessa oltre 2.000 quadri e impiegati agricoli operanti nelle aziende agricole piemontesi, è stata firmata dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Piemonte e Cia Piemonte e dalle organizzazioni sindacali Confederdia, Flai-Cgil Piemonte, Fai-Cisl Piemonte e Uila-Uil Piemonte, al termine di un confronto che, secondo Confagricoltura Piemonte “ha consentito di raggiungere un accordo equilibrato, in grado di coniugare le esigenze delle imprese agricole con la tutela e la valorizzazione del lavoro qualificato nel settore”.

Sul piano economico è stato concordato un incremento complessivo del 5,4% dei minimi tabellari, calcolato sui valori in vigore al 16 luglio 2026, articolato in due tranche: 4% dal 1° luglio 2026 e 1,4% dal 1° dicembre 2026. Il contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.

Il rinnovo introduce inoltre numerose innovazioni sul piano normativo, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, all’evoluzione delle professionalità e all’organizzazione del lavoro.

“Il rinnovo del contratto – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia - conferma il valore del dialogo tra le parti sociali e la volontà di individuare soluzioni equilibrate, capaci di coniugare la tutela del lavoro con la sostenibilità delle imprese agricole. In una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, era importante raggiungere un’intesa che riconoscesse la professionalità dei quadri e degli impiegati agricoli e, allo stesso tempo, guardasse al futuro del settore. Le novità introdotte, dall’aggiornamento delle figure professionali alle misure per la conciliazione tra vita e lavoro, rappresentano un passo avanti per accompagnare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’agricoltura piemontese”.

Tra le principali novità figurano otto ore annue di permessi retribuiti per l’assistenza ai figli minori, ai genitori non autosufficienti e al convivente di fatto in particolari situazioni sanitarie, ulteriori otto ore per favorire la presenza dei genitori nei primi giorni di inserimento dei figli all’asilo o alla scuola primaria, la possibilità di introdurre, tramite accordi aziendali, la banca delle ore, il rafforzamento delle tutele assicurative per alcune figure che ricoprono specifiche responsabilità, il recepimento della disciplina sul lavoro agile e delle ferie solidali e un impegno condiviso a promuovere la formazione continua attraverso l’Osservatorio regionale, anche in collaborazione con il sistema universitario.

Particolare rilievo assume anche l’istituzione, entro la fine dell’anno, di una Commissione incaricata di aggiornare la classificazione professionale degli impiegati agricoli, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle nuove competenze richieste dall’evoluzione dell’agricoltura piemontese, sempre più orientata all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

Con questo rinnovo le organizzazioni firmatarie dell’accordo confermano la volontà di mantenere un sistema di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla responsabilità, offrendo alle imprese uno strumento contrattuale aggiornato e ai lavoratori maggiori tutele in una fase di profonda trasformazione del settore agricolo, chiamato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica e della competitività dei mercati.

24/07/2026
Previdenza complementare, cosa è cambiato dal 1° luglio

A decorrere dal 01 luglio 2026 entra in vigore una nuova normativa sulla previdenza complementare (ovvero la scelta del dipendente di tenere il TFR in azienda o versarlo ad un fondo pensione.

Fino ad oggi il lavoratore disponeva di sei mesi per decidere se lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione.

Dal 1° luglio 2026 il sistema cambia: per i lavoratori di prima assunzione opera il nuovo meccanismo dell’adesione automatica alla previdenza complementare. Il lavoratore ha 60 giorni per comunicare la propria scelta; in mancanza di una specifica ed espressa destinazione, l’adesione al fondo pensione previsto dal contratto collettivo diventa automatica.

Al momento dell’assunzione, quindi, i lavoratori dovranno compilare un modulo TFR2.

LAVORATORE DI PRIMA ASSUNZIONE

Se il lavoratore è di “prima assunzione” – e cioè non è mai stato prima un lavoratore dipendente nell’azienda di assunzione o in altre aziende, ha tempo 60 giorni dalla data di assunzione per decidere e comunicare al datore di lavoro se:

1)         Lasciare il TFR in azienda;

2)         Iscriversi ad una qualsiasi forma pensionistica complementare (fondi aperti: costituiti da banche, assicurazioni…)

3)         Aderire al fondo individuato dal CCNL (per l’agricoltura è Agrifondo).

Nel caso in cui il lavoratore non comunichi nulla, l’azienda è obbligata a versare i contributi al fondo individuato dal CCNL.

Cosa comporta la mancata compilazione del mod. TFR2 entro i 60 giorni:

-           il TFR rimarrebbe al fondo negoziale (Agrifondo) ed il dipendente non potrà successivamente riportarlo in azienda;

-           decorsi due anni dall’assunzione, potrà decidere eventualmente di conferire il TFR ad un fondo aperto, ma non potrà riportarlo in azienda;

-           il versamento del TFR sarà retroattivo dalla data di assunzione.

-           l’azienda ed il dipendente saranno tenuti a versare i contributi aggiuntivi previsti dal CCNL dalla data di assunzione.

-           L’azienda dovrà versare mensilmente il TFR maturato dal dipende al fondo pensione anziché accantonarlo e versarlo alla cessazione del rapporto di lavoro.

LAVORATORE NON DI PRIMA ASSUNZIONE

Se si tratta invece di un lavoratore “non di prima assunzione” – e cioè di un soggetto che ha già avuto in passato un rapporto di lavoro subordinato (anche presso altre aziende) – sarà necessario che fornisca al nuovo datore di lavoro un’apposita dichiarazione per informarlo sulla precedente scelta, e quindi:

1)         Se dichiarerà di non avere mai versato il TFR ad un fondo di previdenza complementare, potrà decidere se continuare a mantenere il TFR in azienda o se iscriversi adesso ad un fondo;

2)         Se dichiarerà di avere già un’adesione attiva ad una forma pensionistica alla quale versa il TFR, essendo irrevocabile la scelta di destinarlo alla previdenza complementare, il TFR non potrà rimanere in azienda ma dovrà essere versato al fondo a cui versava precedentemente, ovvero ad altro fondo pensione.

La normativa è valida anche per i lavoratori a tempo determinato.

Per ulteriori informazioni rivolgersi agli Uffici di Confagricoltura Alessandria.

24/07/2026
Organizzazione Missione Commerciale – Montréal (Canada), 23–24 novembre 2026

Confagricoltura, in collaborazione con ICE – Agenzia, Ufficio di Montréal, sta organizzando una missione commerciale a Montréal (Canada), prevista per il 23 e 24 novembre 2026, finalizzata a promuovere le aziende associate e i loro prodotti sul mercato canadese.

L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di incontro con operatori qualificati del settore agroalimentare canadese, favorendo lo sviluppo di nuove opportunità commerciali e una maggiore conoscenza delle dinamiche del mercato locale.

Programma della missione

Le attività si articoleranno in questo modo:

22 novembre: arrivo dei partecipanti a Montréal;

23 novembre:

ore 13.00 – 15.00: Walk Around Tasting, durante il quale le aziende partecipanti potranno presentare e far degustare i propri prodotti a buyer, importatori e operatori del settore;

ore 17.00: aperitivo di networking con gli operatori invitati, durante il quale saranno valorizzati anche i prodotti delle aziende partecipanti, creando un ulteriore momento di confronto e sviluppo di contatti commerciali;

24 novembre: visite e store-check presso 2 o 3 punti vendita, tra insegne della Grande Distribuzione Organizzata e negozi specializzati (Milano), per approfondire il posizionamento dei prodotti italiani sul mercato canadese, le strategie espositive, l'assortimento e le tendenze di consumo;

25 novembre: rientro in Italia.

Sede dell'evento

L'evento del 23 novembre si terrà presso l'Institut de tourisme et d'hôtellerie du Québec (ITHQ) l'Istituto Alberghiero di Montréal, prestigioso centro di formazione nel settore dell'ospitalità e della ristorazione https://www.ithq.qc.ca/

La struttura dispone anche di un hotel interno, presso il quale i partecipanti potranno soggiornare usufruendo di tariffe convenzionate. Le modalità di prenotazione, le tariffe applicate e i riferimenti del contatto dedicato saranno comunicati non appena riceveremo la convenzione firmata dalla struttura.

Costi di partecipazione

La quota di partecipazione alla missione è di 300 euro per azienda.

Restano a carico dei partecipanti le spese di viaggio, vitto e alloggio.

Adesioni e informazioni

Le aziende interessate a partecipare sono invitate a confermare la propria adesione compilando la scheda al seguente link: CLICCA QUI  

24/07/2026
Castagneti, il Piemonte punta sulla gestione associata per valorizzare il patrimonio montano

Superare la frammentazione dei castagneti piemontesi e favorire una gestione condivisa del territorio. È questa la principale novità del nuovo bando approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Montagna e Foreste Marco Gallo, che mette a disposizione più di 1.600.000 euro per sostenere progetti innovativi di miglioramento e recupero dei castagneti da frutto tradizionali.

L’elemento qualificante dell’intervento è la gestione associata: gli interventi dovranno essere realizzati coinvolgendo più proprietà, trasformando una delle principali criticità della castanicoltura piemontese in un’opportunità di sviluppo, valorizzazione e cura del territorio montano.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 e punta a sostenere un modello innovativo di gestione del patrimonio castanicolo, capace di coniugare tutela del paesaggio, rilancio produttivo e collaborazione tra proprietari. La gestione associata viene infatti riconosciuta come uno strumento per superare la storica frammentazione fondiaria che caratterizza molte aree castanicole piemontesi, favorendo interventi più efficaci e una valorizzazione complessiva del territorio.

Il bando prevede contributi fino al 100% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 20.000 e 200.000 euro per progetto. Saranno sostenute iniziative che uniscono innovazione organizzativa e recupero dei castagneti tradizionali, premiando le forme stabili di collaborazione e il coinvolgimento del maggior numero possibile di proprietari, anche valorizzando le esperienze condotte dal Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio (CN).

Tra le novità previste vi è anche la possibilità di finanziare il ripristino colturale di castagneti da frutto abbandonati, anche attraverso nuovi impianti e innesti. Per favorire il recupero di questo patrimonio sarà possibile finanziare, nell’ambito del bando, interventi anche su superfici inferiori alla soglia minima ordinariamente prevista, purché inseriti in progetti condivisi di gestione associata.

Le risorse disponibili derivano dai minori utilizzi registrati sul precedente intervento SRG08 che vengono ora reinvestite per rafforzare un comparto che svolge un ruolo strategico nella manutenzione del territorio, nella conservazione della biodiversità, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella valorizzazione delle filiere forestali piemontesi.